Le nostre proposte

Leggiamo, consigliamo, promuoviamo:

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Kim Echlin
La vita che non vedi
Einaudi

Figlia di una ragazza afghana che fugge in Pakistan con un ingegnere americano, Mahsa ha 13 anni quando i sui genitori vengono uccisi “per motivi di onore” dai fratelli di sua mamma. Sua zia la salva nascondendola sotto un orribile burqa e mandandola poi in Canada.
Katherine, nata a Toronto, è la figlia di un emigrato cinese che abbandona la bambina e la sua mamma ormai così marchiata da essere mandata in riformatorio.
Sentieri diversi alla fine conducono le due donne allo stesso destino di pianiste jazz, tirando avanti suonando nei clubs e crescendo i figli.
Le due incorreggibili ragazze, la cui amicizia è il cuore di questo romanzo, non si conoscono che alla metà della narrazione. Si incontrano e riffano insieme su piani gemelli attraversando una vita di azzardi.
Il tema dell’autrice sembra essere la quasi impossibilità per le donne di onorare il proprio talento, almeno in quel periodo; sebbene dotate, sembra che Mahsa e Katherine saranno sempre in lotta e deviate dai doveri matrimoniali.
La musica è liberatoria; il matrimonio una gabbia solitaria; per usare le parole di Mahsa: “per tutto il tempo del mio matrimonio avevo tenuto un velo sul cuore e avevo pagato con una vita di prigionia”.
La prosa è notevole: semplice e vigorosa, laconica e sensuale, un linguaggio di resistenza, che sogna la libertà femminile; la Echlin traduce in parole l’incantesimo trasgressivo della musica con frasi variabili, ritmi sincopati e rapsodie sul tema di Coltrane e McCoy Tyner.

Consigliato da Giovanna

Omar Di Monopoli
Nella perfida terra di Dio
Adelphi

D’accordo, c’è come sempre Quentin Tarantino fra le righe, e pure Sam Peckinpah e “l’ispirazione faulkneriana”. Adelphi, nuovo e meritatamente più che prestigioso editore di Omar Di Monopoli, suggerisce anche Flannery O’Connor. Di fatto c’è il Salento con tutta la sua forza di Sud universale. Luogo dell’anima. Omar Di Monopoli vive e lavora a Manduria ma la sua terra – certa Puglia “selvaggia” a ridosso della costa – è per lui da sempre anche patria letteraria. Western pugliese o mediterraneo, è stato detto più volte a proposito della scrittura di Di Monopoli sin dal tempo di Uomini e cani nel 2007. E ci sta pure questo. Così come anche e ancor più in questo nuovo romanzo c’è una folla gremita di personaggi e tutti, criminali o innocenti, sono comunque quegli ultimi degli ultimi che per quanto s’illudano ciascuno a modo suo l’inferno lo sconta vivendo. Sono i vinti dalla fiumana del progresso, perciò Omar Di Monopoli non fa differenza fra loro e di ciascuno racconta il meccanismo delle passioni che «in quelle basse sfere è meno complicato, e potrà quindi osservarsi con maggior precisione. Basta lasciare al quadro il suo disegno semplice». E infuocare le tinte con una via linguistica nuova che rende giustizia a un sud arcaico e globalizzato, le cui bellezze naturali sono minacciate se non devastate da violenze di vario genere. Omar Di Monopoli, quindi, con originalità sperimentale mescola letterarietà e dialetto. Come dire: questa terra e la sua lingua sono nostre, non possiamo lasciarle intossicare dai veleni e “ingrassare dal sangue”, dobbiamo riappropriarcene contaminandole con il meglio della modernità.

Consigliato da Michele

Henrik Stangerup
L’uomo che voleva essere colpevole
Iperborea

Torben si domanda per quale ragione sono tutti così gentili con lui. Lo psichiatra che lo segue, i sociologi, i rappresentanti delle istituzioni che hanno in mano il suo caso. Eppure, diamine, ha ucciso sua moglie! E l’ha fatto in un modo barbaro, da ubriaco, a mani nude, mentre il loro piccolo figlio dormiva nella stanza accanto… Non è che c’è qualcosa di così terribilmente sinistro nella società in cui vive? Qualcosa di macabro e indicibilmente sbagliato, nonostante la parvenza di perfezione e armonia che traspare da ogni contesto? Una società che mette in discussione le fiabe di Andersen – un tempo quasi un eroe nazionale – paventando una violenza astratta insita nei suoi personaggi, uno spirito anti-comunitario ritenuto dannoso per i bambini e, al contempo, non riesce a punire con severità un uxoricida reo confesso, affidandolo a figure di Stato via via sempre più inquietanti, inopportune, quasi folli…
Il romanzo di Stangerup è una felice ristampa del 1970, opera di una casa editrice specializzata in ottime traduzioni di autori scandinavi. Sarebbe un noir, ma è una distopia riuscitissima che, smontando ed esasperando il perfezionistico welfare danese, ci racconta una storia dai connotati attualissimi, terribilmente simili a certe società altrettanto distorte e che, ancora oggi, sono tutt’altro che narrazioni fantastiche.

Consigliato da Alessandro

Fabio Lucaferri, Vins Gallico
La barriera
Fandango

Consigliato da Salvatore

André Aciman
Variazioni su un tema originale
Guanda

«Il nostro eros è mutevole e ondivago. Tutto dipende da chi incontriamo, da dove siamo, persino dalla stagione che stiamo vivendo. Questo è l’enigma del desiderio, indecifrabile anche a noi, fino alla fine. Ci sono giorni in cui posso struggermi per una donna appena conosciuta e pensare continuamente a lei, per poi rivederla, e chiedermi che cosa ci avessi trovato. Ma ci sono anche giorni in cui vorrei solo toccare, sfiorare la mano di un uomo. Per poi ignorarlo, e ancora trovarlo insopportabilmente sexy se, per caso, lo incontro in metropolitana».
Così Andrè Aciman parla del suo nuovo meraviglioso libro, una benedizione per tutti coloro che hanno amato visceralmente “Chiamami col tuo nome”. Ritorna col suo stile raffinato ed elegante a raccontarci di amore ed eros, un territorio vibrante e fluido allo stesso tempo, a cui Aciman ci fa accedere nella forma del racconto. Cinque variazioni sull’amore e sul desiderio,cangiante e multiforme. Consigliatissimo!

Consigliato da Antonella

Francesca Borri
Ma quale paradiso?
Einaudi

Consigliato da Francesco

2 pensieri su “Le nostre proposte

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