Quando il giovane favoloso scrive al mondo, di Michele Trecca

blob estivo, riproposta

Tu chiamalo, come noi, il giovane favoloso. Andrea Pazienza è stato, infatti, senz’altro tale. Un genio, una singolarità, come i fisici definiscono quei fenomeni naturali che eccedono le leggi ordinarie. C’è forse una spiegazione razionale al fatto che le prime parole di Andrea bambino siano state catta e bia, cioè carta e matita, e che a diciotto mesi abbia disegnato un bel tavolo quadrato con tre gambe uguali e una più corta ma subito allungata abbozzando sulla carta un’aggiunta attaccata con dello spago? Lo ricorda Enrico Fraccacreta nel volume Il giovane Pazienza, insieme a tante altre tracce d’una grandezza così manifesta e precoce che neppure l’eredità genetica del padre artista è sufficiente a spiegare. Continua a leggere

La rivoluzione umanistica di Franco Arminio

lunedì 14 agosto 2017 ore 18:00
Franco Arminio a Monteleone di Puglia

Dopo l’incontro di venerdì 11 con Donatella Di Pietrantonio, nuovo appuntamento letterario a Monteleone organizzato dall’amministrazione comunale in collaborazione con la libreria Ubik. Protagonista Franco Arminio che presenterà le poesie di Cedi la strada agli alberi, fra le più liete e clamorose sorprese editoriali di questa stagione letteraria. Per dare conto della ricchezza dell’opera di Franco Arminio pubblichiamo alcune recensioni di suoi libri precedenti. Le recensioni sono di Michele Trecca e sono state pubblicate negli anni scorsi su La Gazzetta del MezzogiornoContinua a leggere

L’Arminuta, energia letteraria pulita

giovedì 1 giugno
piazza Giordano
Libri&dialoghi

L’Arminuta di Donatella Di Pietrantonio è energia letteraria pulita. È fusione nucleare di due mondi alle alte temperature sentimentali ed emotive di una struggente storia familiare. L’Arminuta in dialetto abruzzese significa “la ritornata”. La protagonista del romanzo, infatti, un pomeriggio d’agosto del 1975 è restituita all’improvviso alla madre naturale che non ha mai conosciuto: dunque ritorna nella sua famiglia d’origine. Finallora ha avuto un’altra madre, è stata in una diversa famiglia. «Una mi aveva ceduta con il suo latte ancora sulla lingua, l’altra mi aveva restituita a tredici anni. Ero figlia di separazioni, parentele false o taciute, distanze. Non sapevo più da chi provenivo…». Un doppio abbandono, una duplice e dura condanna per una colpa che non c’è. Una maledizione senza nome. La stessa di Josef K. o Gregor Samsa.

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Istanbul è ogni città

Libri&Dialoghi
venerdì 9 giugno

«In realtà è una storia lunga, ma sarò breve.» Istanbul Istanbul di Burhan Sönmez comincia così, con queste parole di Demirtay lo Studente. Istanbul Istanbul è una lotta con il tempo. A pagina 105 il vecchio rivoluzionario Küheylan racconta: «Il tempo che ticchettava nei reparti maternità, nelle strade e nei bar notturni giocava con la velocità. L’essere umano dimenticava il sole, la luna e le stelle e viveva solo di ore…». Questa continua corsa ci immiserisce: «L’ora del lavoro, l’ora della scuola, l’ora dell’appuntamento, l’ora del mangiare, l’ora di uscire. Alla fine, all’ora di andare a dormire non gli rimaneva né la forza né la voglia di pensare al mondo». Continua a leggere

La vita dall’alto, di Michele Trecca

sabato 11 febbraio 2017

sabato 11 febbraio 2017

Dopo la vittoria del Premio Strega 2017 da parte di Paolo Cognetti, riproponiamo la recensione di Michele Trecca al bellissimo romanzo Le otto montagne, pubblicata sulla Gazzetta del Mezzogiorno lo scorso 11 febbraio 2017.

 

Paolo Cognetti, Le otto montagne, Einaudi

Ognuno appartiene al luogo che ama. I protagonisti del nuovo romanzo di Paolo Cognetti la montagna l’hanno nel sangue: Bruno ci è nato, per Pietro è eredità familiare.

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La mira dell’artista, di Michele Trecca

Anna Giurickovic Dato, La figlia femmina, Fazi – Antonella Lattanzi, Una storia nera, Mondadori

«…non è facile picchiare il tuo cuore contro un fottuto muro»: loro l’hanno fatto, e con successo, «dopotutto erano solo mattoni», così dicono i Pink Floyd. Anna Giurickovic Dato, Antonella Lattanzi hanno abbattuto un muro, allargando significativamente l’orizzonte narrativo. Bonificata un’area minata, un nuovo territorio è stato conquistato alla libertà del romanzo. È pratica e necessità letteraria di sempre ma oggi ancor più urgente.

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