La lunga notte della Repubblica

recensione di Michele Trecca

Sui manuali la storia la studi. Con certi romanzi la vivi. Nella notte di Concita De Gregorio è uno di questi. La vicenda raccontata assomiglia alla mancata elezione di Prodi al Quirinale nel 2013. Accadde allora che nella notte saltò la convergenza unanime del partito democratico sul nome del professore e prevalse quindi Giorgio Napolitano, Presidente della repubblica per la seconda volta. E dunque, cosa accadde quella notte? Quella del romanzo è una notte lunga, che comincia con gli scandali del 2009. Il professor Onofrio Pegolani – così si chiama il candidato di Concita De Gregorio – per il giorno dopo aveva già pronti gli appunti del discorso e il vestito, comprato in tutta fretta prima di rientrare a casa. Non servirono. Continua a leggere

Ricordi quando eri bambino?

Tra le nostre proposte al 15%

Questo romanzo è una conchiglia: se lo avvicini all’orecchio, senti dentro una storia grande, come il mare. L’estate dell’innocenza di Clara Sánchez è in Costa Brava. Siamo all’inizio degli anni Sessanta, prima delle minigonne e dei capelli lunghi, prima del turismo di massa con i grandi alberghi a ridosso delle spiagge. Beatrice, che racconta, ha trentacinque anni, allora ne aveva nove e la sua innocenza era tutt’uno con quella del paesaggio. Continua a leggere

È il Sud, bellezza

Monteleone, 10 agosto ore 19

«Tu non conosci il Sud», ammoniva in un suo celebre verso Vittorio Bodini. Ebbene, chi sia in questa condizione oppure chi senta «eternamente implacato» (sempre Bodini) il bisogno di rinsaldare la propria appartenenza affettiva alla nostra terra può leggere con cuore grato e commosso Gente del Sud di Raffaello Mastrolonardo perché nelle fluviali 774 pagine dell’autore barese ritrova «le case di calce / da cui uscivamo al sole come numeri / dalla faccia d’un dado», di cui parla Bodini nel prosieguo di quella sua poesia, ma trova anche tanto altro. Continua a leggere

Comunque vada sarà un successo

Strega 2019, articolo di Michele Trecca

Come sempre girano voci. Coloro che tutto sanno dicono che questa settantreesima edizione dello Strega, il più popolare premio letterario italiano, la vincerà Antonio Scurati con M. Il figlio del secolo, Bompiani. Scurati, primo dei cinque finalisti, ha dunque scalzato nei pronostici Marco Missiroli, autore di Fedeltà, Einaudi. Sarà. Intanto di sicuro c’è che le donne sono ben tre, in ordine di voto: Benedetta Cibrario, Il rumore del mondo (Mondadori), Claudia Durastanti, La straniera (La nave di Teseo) e Nadia Terranova, Addio fantasmi (Einaudi). C’è però chi dice: ci sono voluti quindici anni perché vincesse nuovamente una donna (2003, Melania Mazucco, Vita – 2018, Helena Janeczek, La ragazza con la Leica), improbabile che accada due volte di seguito. E invece quella volta lì andò proprio così: a passare il testimone alla vincitrice, infatti, fu Margaret Mazzantini, Non ti muovere. Continua a leggere