Ricordi quando eri bambino?

Tra le nostre proposte al 15%

Questo romanzo è una conchiglia: se lo avvicini all’orecchio, senti dentro una storia grande, come il mare. L’estate dell’innocenza di Clara Sánchez è in Costa Brava. Siamo all’inizio degli anni Sessanta, prima delle minigonne e dei capelli lunghi, prima del turismo di massa con i grandi alberghi a ridosso delle spiagge. Beatrice, che racconta, ha trentacinque anni, allora ne aveva nove e la sua innocenza era tutt’uno con quella del paesaggio. Continua a leggere

È il Sud, bellezza

Monteleone, 10 agosto ore 19

«Tu non conosci il Sud», ammoniva in un suo celebre verso Vittorio Bodini. Ebbene, chi sia in questa condizione oppure chi senta «eternamente implacato» (sempre Bodini) il bisogno di rinsaldare la propria appartenenza affettiva alla nostra terra può leggere con cuore grato e commosso Gente del Sud di Raffaello Mastrolonardo perché nelle fluviali 774 pagine dell’autore barese ritrova «le case di calce / da cui uscivamo al sole come numeri / dalla faccia d’un dado», di cui parla Bodini nel prosieguo di quella sua poesia, ma trova anche tanto altro. Continua a leggere

Comunque vada sarà un successo

Strega 2019, articolo di Michele Trecca

Come sempre girano voci. Coloro che tutto sanno dicono che questa settantreesima edizione dello Strega, il più popolare premio letterario italiano, la vincerà Antonio Scurati con M. Il figlio del secolo, Bompiani. Scurati, primo dei cinque finalisti, ha dunque scalzato nei pronostici Marco Missiroli, autore di Fedeltà, Einaudi. Sarà. Intanto di sicuro c’è che le donne sono ben tre, in ordine di voto: Benedetta Cibrario, Il rumore del mondo (Mondadori), Claudia Durastanti, La straniera (La nave di Teseo) e Nadia Terranova, Addio fantasmi (Einaudi). C’è però chi dice: ci sono voluti quindici anni perché vincesse nuovamente una donna (2003, Melania Mazucco, Vita – 2018, Helena Janeczek, La ragazza con la Leica), improbabile che accada due volte di seguito. E invece quella volta lì andò proprio così: a passare il testimone alla vincitrice, infatti, fu Margaret Mazzantini, Non ti muovere. Continua a leggere

Fedeltà siamo noi

recensione di Michele Trecca

Marco Missiroli, Fedeltà, pagina 42: lotta clandestina fra cani. Un dogo contro un altro dogo: un morso a una zampa, fine del combattimento, sul ring tre strisce di sangue. Qualche pagina prima è invece il narratore ad azzannare il protagonista. «Perché mai perché mai perché mai»: due parole più dolorose del morso di un dogo, ritmate e scandite con imperturbabile ostinazione, poi replicate in sequenza sempre più ravvicinata, infine sparate a raffica senza punteggiatura. Continua a leggere