Negli strati superiori della letteratura

recensione di Michele Trecca

Ma Stilfs è la vita o «è la fine della vita»? Ha ragione il sig. Midland, l’Inglese che in quel paese d’alta montagna secondo lui «il luogo più ideale» si reca una volta all’anno per far visita alla tomba della sorella, o hanno ragione i quattro fratelli (tre di sangue e uno di fatto) che lì ci vivono e in fin dei conti quel posto lo amano ma non lo ritengono affatto né per loro né per nessuno «un luogo ideale bensì micidiale»? Stilfs è Stelvio, 1.1310 sul livello del mare, Val Venosta, provincia di Bolzano. A Stilfs «la montagna regna sovrana come natura assoluta». Continua a leggere

Pier Vittorio io vorrei…

Pier Vittorio Tondelli
(Correggio, RE, 1955 – 1991)

In Altri libertini e Pao Pao ha raccontato i giovani degli anni Settanta: che cercavano di esprimere la propria diversità nei confronti della società. In Rimini, invece, quelli degli anni Ottanta che identificavano se stessi nella professione per far valere nel mondo il proprio talento. Con le raccolte antologiche di Under 25, poi, si è fatto talent scout (Ballestra, Culicchia, Romagnoli) e gli ha dato direttamente la parola. In Camere separate, quindi, ha scritto d’aver vegliato su di loro come un fratello maggiore sul ponte di un traghetto mentre essi dormivano riversi nei loro sacchi a pelo. Nello stesso romanzo ha anche scritto del cimitero a un paio di chilometri dalla propria casa di Correggio e di come la sua vita – dopo le tante avventure nel mondo – si sarebbe poi compendiata nel breve viaggio fino «a là». O del disperato dolore di un padre che porta a casa la salma del figlio e di quanto sia intollerabile questo sovvertimento del ritmo naturale. In Camere separate, infine, ha raccontato un uomo com’è, come ama, come soffre: le sue debolezze, i suoi slanci, il suo pianto. Qualcosa di lui la morte non ha portato via. Continua a leggere

Viola come Holden, Arturo Bandini e tanti altri

Michele Trecca legge e consiglia Venite, venite B-52 di Sandro Veronesi

Chiusi per il virus, aperti per i lettori.

Venite venite B-52, titolo del nuovo romanzo di Sandro Veronesi, è l’intercalare con il quale la giovane protagonista Viola continuamente accompagna le proprie “fantasie non strutturate”. Viola è una drop out, un’irregolare. Ha la saggezza incosciente del vecchio Holden Caufield di Salinger. (Ma l’autore – ammiccando con competenza trasversale ai destinatari privilegiati del libro – l’apparenta anche a Paperoga, al fratello di Bill Clinton, a Robinson Crusoe, James Dean, Arturo Bandini, Pinocchio, Nicu Ceausescu, Lolita, Tom Sawyer con tutta la sua banda, Mowgli, Rusty il selvaggio, Charles Bukowsky, Pippi Calzelunghe e Stephanie di Monaco). Per la nostra amica, insomma, le cose non vanno bene né a scuola né – tanto meno – in famiglia e perciò la poverina invoca i bombardieri americani affinché mollino la bomba a Viareggio, nel giardino di casa. Ci spera, la ragazza: per farla finita. Una volta per tutte. E con tutti. (Tra cui, non ultimo, l’apparecchietto per i denti. Maledetto!) Continua a leggere

Novecento addio

recensione di Michele Trecca

È nostra convinzione che la credibilità di un romanzo dipenda dalla sua coerenza interna e non da una presunta corrispondenza fra i fatti narrati e la realtà al di là della pagina. Comunque, In tempo di guerra di Concita De Gregorio, che se è romanzo è anche molto di più, ha l’una e l’altra qualità. E inoltre una forma narrativa agile, moderna, accattivante. Stella premio, assolutamente.

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C’è chi dice No

recensione di Michele Trecca

Quando il gioco si fa duro e gli umili cominciano a giocare, allora la partita narrativa diventa incandescente e tu che leggi non riesci più a stare quieto sugli spalti. Vorresti scendere in campo e fare la tua parte. Il giuramento di Claudio Fava fa venire proprio questa voglia. Già a pagina cinquanta. Lo giuriamo. Continua a leggere

Claudio Fava presenta “Il giuramento” – Leggo QuIndi Sono

Il secondo di cinque titoli selezionati, incontro con i lettori e gli studenti
Leggo QuIndi Sono, tocca a Claudio Fava. Storia di chi rifiutò “il giuramento” al Duce
A “Le giovani parole” lo scrittore siciliano, figlio del giornalista antimafia Pippo Fava

Venerdì 21 febbraio, ore 11, incontro con le scuole al Teatro Giordano. Ore 19, Ubik

“Tutti i docenti universitari del regno dovranno consegnare nelle mani del magnifico rettore un giuramento di solenne fedeltà al Re, ai suoi Reali successori e al Duce, e di esercitare l’ufficio di insegnante col proposito di formare cittadini operosi, probi, devoti alla Patria e al Regime Fascista”.

Se l’Italia accademica è riuscita a salvare la faccia, lo deve a una dozzina di docenti che rifiutarono il giuramento del 1931, uno dei più vili atti della parabola fascista. Tra questi, ci fu Mario Carrara: alla sua figura è ispirato il romanzo di Claudio Fava, secondo autore su cinque della V edizione di Leggo QuIndi Sono, premio-concorso Le giovani parole 2020, rivolto a studenti e lettori di Capitanata.

Venerdì 21 febbraio, ore 11, lo scrittore e giornalista siciliano – figlio di Pippo Fava, intellettuale ucciso da Cosa Nostra nel 1984, nonché sceneggiatore del film I cento passi – incontra gli allievi di ben tre istituti scolastici al Teatro U. Giordano di Foggia: le scuole foggiane B. Pascal e G. Marconi, e il Giordani di Monte Sant’Angelo. Al centro della mattinata, la presentazione del suo romanzo dal titolo Il giuramento (Add editore, 2019) il quale, dopo il consueto incontro pomeridiano a cura del CSV di Foggia presso la Casa Circondariale, alle ore 19 sarà presentato anche nello spazio live della libreria Ubik. L’indomani, infine, sabato 22 febbraio, ore 11, a conclusione di questo secondo giro di appuntamenti nelle scuole aderenti a LQS, Claudio Fava presenterà il suo libro anche all’Istituto P. Giannone di San Marco in Lamis.

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Quant’è bella Napoli!

recensione di Michele Trecca

Carolina va alla guerra, e l’addomestica. Proprio così: organizza casa (e bottega) per far fronte alla tempesta. 5 maggio 1938, La sartoria di via Chiatamone, romanzo d’esordio di Marinella Savino, comincia da qui. Quel giorno lì Hitler è in visita a Napoli con tanto di codazzo di re, duce e manovre navali nel golfo. «’A città er’ stat’ tutt’ annuccat’ a fest’». Al contrario che ad altri – giulivi, garruli, pigri, increduli o indifferenti – quella boriosa e proterva esibizione muscolare basta a Carolina per capire che la guerra è vicina e che, quindi, è urgente mettere al riparo i propri cari: marito e cinque figli, una femmina e quattro maschi, tutti ragazzini. Continua a leggere

Da Sud a Nord, un viaggio tra sogni e speranze

recensione di Michele Trecca

Un romanzo è una voce, che quando leggi ti risuona dentro come in una cassa armonica. Ne Il treno dei bambini di Viola Ardone ogni parola vive la sua pienezza di significato e suono: e con il piccolo Amerigo che racconta rinomini le cose di ogni giorno, cerchi un varco nelle vite degli altri, scopri la forza sociale dirompente di valori semplici e profondi. Poi con lui adulto fai uno struggente e commosso bilancio di vita. Il treno dei bambini è uno spartito in cui l’espressività del lessico e del dialetto innerva di musica la sintassi. Continua a leggere