A Monteleone sapore di Sud

navetta gratuita da Foggia

«Tu non conosci il Sud» è un verso, immortale, di Vittorio Bodini. Il Sud, questo è certo, è un continuo stupore. Tante storie ti sembrano piccole, poi scopri che antiche radici ricollegano il presente a un passato remoto illuminando di nuova luce l’uno e l’altro.

Monteleone, per esempio, è un piccolo paese dei Monti dauni di poco più di mille abitanti. Con i suoi 859 metri sul livello del mare è il comune più alto della Puglia. È in provincia di Foggia ma è equidistante fra questa, Benevento e Avellino ed è quasi al centro fra Adriatico e Tirreno. Monteleone è un crocevia, e questo ha lasciato un segno nella sua gente.

Una delle prime scene capitataci sotto gli occhi in paese, quando ancora non avevamo parcheggiato, è stata quella di un campetto di calcio in cui giocavano insieme ragazzi di tutti i colori, e non stiamo parlando delle magliette. Monteleone è ufficialmente borgo dell’accoglienza, della pace e della nonviolenza. Dal 2016, insieme al centro internazionale Mahatma Gandhi, l’amministrazione comunale organizza un premio ispirato a questi valori. A marzo dello scorso anno a ritirarlo, nella sua unica tappa italiana, è stata Bernice Albertine King, figlia minore del leggendario leader pacifista americano, accolta in paese da palazzi impreziositi da Murales della pace.

Le parole sono belle, e brillano come stelle, se non sono solo parole. Contestualmente all’avvio del premio, Monteleone è entrata nella rete nazionale del Progetto SPRAR, Sistema di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati. Sono arrivati prima in venticinque, soprattutto nuclei familiari. Poi a questo gruppo si sono aggiunti sedici minori non accompagnati. Tutti hanno avuto il calore e l’accoglienza necessari per potersi formare e c’è già chi ha trovato lavoro rendendosi autonomo. Qualcuno ha definito Monteleone la Riace di Puglia, di fatto il sindaco, Giovanni Campese, il 26 settembre 2017, su invito dell’eurodeputata pugliese Elena Gentile, ha raccontato al Parlamento europeo a Bruxelles l’esperienza di accoglienza, formazione e integrazione messa in atto nel proprio comune.

Dall’inizio degli anni Cinquanta Monteleone sta vivendo una continua emorragia migratoria, soprattutto verso il Canada. Oggi, chi torna da lontano per la processione di San Rocco e l’infiorata del 16 agosto trova in paese una vivacità generazionale e multietnica un tempo impensabile e, senz’altro, riconoscendo nelle facce dei nuovi arrivati sentimenti vissuti in prima persona, è orgoglioso di verificare che la propria comunità ha saputo mettere a suo agio chi era in difficoltà… e se Ibrahim la sera è corrucciato è perché alla domanda del sindaco è costretto a rispondere: beh sì, oggi pomeriggio a calcetto abbiamo perso.

Monteleone è oggi borgo dell’accoglienza, della pace e della nonviolenza perché lo era già ieri. Tra il 1562 e il 1565 ha dato rifugio a tanti profughi valdesi scappati dalla Provenza per le note persecuzioni religiose. Questo secolare e radicato rispetto della dignità della persona ha poi animato il 23 agosto del 1942 la rivolta delle donne contro le autorità fasciste. Monteleone, stremata dalla fame, è stato il primo paese d’Italia a ribellarsi al regime. Fu assaltata la caserma dei carabinieri, furono tagliati i fili del telegrafo, interrotte le comunicazioni e per alcune ore il paese fu una repubblica a parte.

La sfida della sopravvivenza per ogni comunità, soprattutto quelle dell’Italia interna a rischio di spopolamento, non è solo economico-sociale ma è anche rinnovare la propria tradizione togliendola dalle teche e fondando su di essa un sentimento collettivo che rinsaldi, come una bandiera, il vincolo d’appartenenza. Come sempre, la partita è prima di tutto culturale. L’arma vincente è la letteratura, perché i bei libri non sono mai solo parole.

Per aprire la propria tradizione alla contemporaneità e rafforzare i suoi valori identitari, dal 2016, nella settimana che precede Ferragosto, Monteleone ospita autori di caratura nazionale. Gli incontri di quest’anno hanno come tema il Sud perché, ha ragione Bodini, noi non conosciamo il Sud, «le case di calce / da cui uscivamo al sole come numeri / dalla faccia d’un dado». Nella stagione dell’autonomia differenziata, con parole precise, lucidità critica e passione narrativa, di alcune di queste facce, belle e brutte, parleranno Giuliano Foschini, Ti mangio il cuore, la mafia del Gargano; Pino Aprile, L’Italia è finita, Sud, nazioni e mondo globalizzato; Raffaello Mastrolonardo, Gente del Sud, un secolo di storia meridionale in una saga familiare.

Michele Trecca

La Gazzetta del Mezzogiorno, domenica 4 agosto 2019

Tutti gli incontri cominceranno alle ore 19 e avranno luogo nel chiostro del palazzo comunale. Per tutti e tre gli appuntamenti, l’amministrazione comunale di Monteleone mette a disposizione degli ospiti da Foggia una navetta che partirà dal piazzale della Villa comunale alle 17.00. Per informazioni e prenotazioni scrivere a eventi@ubikfoggia.it oppure rivolgersi direttamente alla libreria Ubik in piazza Giordano 76 o telefonare al numero 0881.587853. Dopo ogni incontro, prima della partenza per Foggia, sarà offerto agli ospiti un veloce rinfresco in villa.

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