La Psico-Bio-Genealogia di Antonio Bertoli

Una conferenza-seminario a cura dell’associazione culturale ArsChemica
Alla scoperta della Psico-Bio-Genealogia. Il “sistema famiglia” di Antonio Bertoli
Sabato 20 maggio, ore 18.30, libreria Ubik. I suoi insegnamenti pubblicati da Macro al centro dell’evento
A relazionarsi con i lettori, uno degli allievi del poliedrico autore toscano, Francesco Gramazio. Ingresso libero

Ritrovare l’equilibrio fisico e mentale attraverso l’analisi dell’albero genealogico. Analizzare il “sistema famiglia” nella sua interezza, risalendo le generazioni, al maschile e al femminile, portando alla luce risorse, vincoli, influenze. L’individuo al centro di tutto, indagato secondo una prospettiva nuova che fonde il soggettivo e il collettivo. È, in estrema sintesi, la Psico-Bio-Genealogia: un approccio innovativo nei confronti del disagio e della malattia messo a punto da Antonio Bertoli, poliedrico intellettuale italiano scomparso nel 2015, scrittore, poeta, autore teatrale e animatore culturale di intere generazioni nonché sodale del notissimo Alejandro Jodorowsky, del quale è stato il principale traduttore italiano.

Sabato 20 maggio, alle ore 18.30, nello spazio live della libreria Ubik di Foggia si parlerà proprio dei suoi insegnamenti attraverso i principali libri pubblicati da Macro Edizioni: Francesco Gramazio, dell’associazione culturale ArsChemica, organizzatrice dell’evento, darà vita ad una conferenza-seminario incentrata sui temi cari all’autore toscano, fondatore della disciplina che mette al centro l’autenticità dell’individuo. L’ingresso è aperto a tutti i lettori.

La Psico-Bio-Genealogia basata sugli archetipi del maschile e del femminile è l’approccio inventato da Antonio Bertoli al disagio e alla malattia, intesi come esito della relazione sistemica tra individuo, famiglia di provenienza, società di appartenenza, specie biologica e fondamenti antropologici. Questo approccio si basa sull’analisi della famiglia di provenienza della persona e prende in considerazione tre o quattro generazioni, nella convinzione che ogni sintomo e ogni biografia individuale siano una risposta alle alterazioni del maschile e del femminile archetipici (antropologici) da parte del modello genealogico che viene consegnato a ogni neonato (nuovo nato).

Da questo punto di vista, i genitori – che rivestono un ruolo capitale in ciascun modello e approccio terapeutico – sono visti principalmente come i veicoli attivi di un conflitto che si è originato quanto meno nei nonni, ovvero nella relazione tra genitori e nonni. La psico-bio-genealogia asserisce che per capire e poter aiutare una persona è necessario conoscere il tipo di relazione che è esistita fra i suoi genitori e i suoi nonni – e possibilmente tra i suoi nonni e i bisnonni – perché essa è l’esito della relazione che i suoi genitori hanno intrattenuto con i loro rispettivi genitori. Da questo punto di vista assumono particolare rilievo anche la posizione occupata da ciascun individuo nell’ambito della fratellanza di cui fa parte (primogenito, secondo, terzo, ecc.) e ciascuna singola traiettoria di vita: i traslochi, le relazioni con l’altro sesso, le interruzioni di gravidanza, la professione, il numero e il sesso dei figli, ecc. Le malattie e i sintomi biologici – al pari dei problemi psichici o psicologici – sono integrati come esiti dell’albero genealogico di provenienza, e quindi come vere e proprie soluzioni biologiche di conflitti psichici derivanti dalle relazioni transgenealogiche.

Francesco Gramazio. Laureato in Economia Aziendale, laureando in Psicologia, insegna e pratica Arti Marziali da oltre un decennio, ha conseguito il Master in Psico Bio Genealogia condotto da Antonio Bertoli con cui ha collaborato e approfondito anche lo studio del Tarocco. Collabora con lo studio di Psicologia Analitica di Genova. Conduce incontri individuali e stage di Psico Bio Genealogia e Tarocco in Italia.

Antonio Bertoli. Dopo essersi laureato al DAMS di Bologna e averci anche insegnato (avanguardie storiche del ‘900), ha avuto una lunga esperienza in ambito teatrale e poetico, dirigendo il Teatro Studio di Scandicci (Firenze) dal 1984 al 1998, oltre che il Teatro Puccini di Firenze, insieme a Sergio Staino, per le sue due prime stagioni (1990-91 e 1991-92). Nell’ambito di queste esperienze e in parallelo ad esse ha avuto modo di collaborare con diversi artisti e personalità del mondo dell’arte e della cultura (Fernando Arrabal, Roland Topor, Alejandro Jodorowsky, Antonio Tabucchi, Marco Parente, Jean Baudrillard, ecc.), elaborando nella pratica una concezione della creatività quale motore e scopo della presa di coscienza individuale e collettiva.

Nel 1996 fonda a Firenze City Lights Italia, libreria e casa editrice che si è occupata di poesia, in collaborazione con Lawrence Ferlinghetti, mito vivente della beat generation (City Lights di Firenze è stata l’unica altra sede al mondo, dopo quella di San Francisco). Da questa collaborazione nasce l’incontro con ulteriori protagonisti della cultura contemporanea: Anne Waldman, Gregory Corso, John Giorno, Ed Sanders, Diane Di Prima, Jack Hirschman, W.Bourroughs, vale a dire con la migliore tradizione poetica e di controcultura americana. Con City Lights ha organizzato diversi festival e iniziative, tra le quali un pullman itinerante (Pull-man My Daisy) che ha attraversato l’Italia da Nord a Sud, fermandosi nelle piazze per una performance collettiva di circa due ore, cui hanno partecipato larga parte degli artisti sopra citati.

In parallelo a queste esperienze si è occupato da sempre di Psicogenealogia (psicoanalisi transgenerazionale), intesa quale modalità di espressione e stimolo della creatività, nonché un mezzo di indagine e di liberazione dell’inconscio e delle sue pulsioni, strumenti di terapia da una parte e di espressione creativa dall’altra. Dopo Gurdjieff incrocia la psicoanalisi e lavora da circa 20 anni con Alejandro Jodorowsky. Esperto di nuova medicina, ne ha fuso i precetti con la psicoanalisi transgenerazionale all’insegna di quella che ha chiamato “Psico-bio-genealogia”.

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