Paolo Cognetti in libreria: “Le otto montagne”

“Un meteorite d’altri tempi dentro un universo a volte in fuga dai grandi temi”
Due amici, una montagna… Ed è già classico. Paolo Cognetti presenta il suo nuovo romanzo
Sabato 11 febbraio, ore 19, Ubik. Tre anni dopo Sofia si veste sempre di nero, torna l’autore milanese
Il nuovo libro, edito da Einaudi, è già un caso editoriale mondiale: in via di traduzione in 30 paesi

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“Si può dire che abbia cominciato a scrivere questa storia quand’ero bambino, perché è una storia che mi appartiene quanto mi appartengono i miei stessi ricordi. In questi anni, quando mi chiedevano di cosa parla, rispondevo sempre: di due amici e una montagna. Sì, parla proprio di questo”.

Salinger diceva che, al di là di ogni contorsione stilistica, le migliori storie sono quelle che fanno pressappoco così: ragazzo-incontra-ragazza. Paolo Cognetti sta al gioco – d’altronde i grandi scrittori del Novecento americano sono il suo pane – e prova a fermare un mondo in mezzo alle montagne, raccontando di due amici: due ragazzi che poi diventano due uomini. Sabato 11 febbraio, alle ore 19, uno dei migliori scrittori italiani presenta il suo ultimo romanzo, Le otto montagne (Einaudi, 2016), e torna così a incontrare i lettori della libreria Ubik di Foggia a distanza di poco più di tre anni dal bellissimo Sofia si veste sempre di nero (minimum fax), libro selezionato al Premio Strega 2013.

Già caso letterario prim’ancora di “uscire” ufficialmente in Italia, in via di traduzione in trenta paesi del mondo, Le otto montagne “nasce col respiro lungo di un classico”, stando alla parole di Maurizio Crosetti su la Repubblica: “un meteorite di altri tempi dentro un universo a volte in fuga dai grandi temi”. In libreria, a conversare con Paolo Cognetti, sarà il direttore artistico Ubik, Michele Trecca.

Le otto montagne (Einaudi, Supercoralli; pagine 208). La montagna non è solo neve e dirupi, creste, torrenti, laghi, pascoli. La montagna è un modo di vivere la vita. Un passo davanti all’altro, silenzio, tempo e misura. Lo sa bene Paolo Cognetti, che tra una vetta e una baita ambienta questo potentissimo romanzo. Una storia di amicizia tra due ragazzi – e poi due uomini – così diversi da assomigliarsi, un viaggio avventuroso e spirituale fatto di fughe e tentativi di ritorno, alla continua ricerca di una strada per riconoscersi.

Pietro è un ragazzino di città, solitario e un po’ scontroso. La madre lavora in un consultorio di periferia, e farsi carico degli altri è il suo talento. Il padre è un chimico, un uomo ombroso e affascinante, che torna a casa ogni sera dal lavoro carico di rabbia. I genitori di Pietro sono uniti da una passione comune, fondativa: in montagna si sono conosciuti, innamorati, si sono addirittura sposati ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo.

La montagna li ha uniti da sempre, anche nella tragedia, e l’orizzonte lineare di Milano li riempie ora di rimpianto e nostalgia. Quando scoprono il paesino di Grana, ai piedi del Monte Rosa, sentono di aver trovato il posto giusto: Pietro trascorrerà tutte le estati in quel luogo «chiuso a monte da creste grigio ferro e a valle da una rupe che ne ostacola l’accesso» ma attraversato da un torrente che lo incanta dal primo momento.

E lì, ad aspettarlo, c’è Bruno, capelli biondo canapa e collo bruciato dal sole: ha la sua stessa età ma invece di essere in vacanza si occupa del pascolo delle vacche. Iniziano così estati di esplorazioni e scoperte, tra le case abbandonate, il mulino e i sentieri più aspri. Sono anche gli anni in cui Pietro inizia a camminare con suo padre, «la cosa più simile a un’educazione che abbia ricevuto da lui». Perché la montagna è un sapere, un vero e proprio modo di respirare, e sarà il suo lascito più vero: «Eccola lì, la mia eredità: una parete di roccia, neve, un mucchio di sassi squadrati, un pino». Un’eredità che dopo tanti anni lo riavvicinerà a Bruno.

Paolo Cognetti, uno degli scrittori più apprezzati dalla critica e amati dai lettori, entra nel catalogo Einaudi con un libro magnetico e adulto, che esplora i rapporti accidentati ma granitici, la possibilità di imparare e la ricerca del nostro posto nel mondo.

Paolo Cognetti. Nato a Milano nel 1978, ha realizzato per minimum fax la serie Scrivere / New York, nove puntate su altrettanti scrittori newyorkesi, da cui è tratto il documentario Il lato sbagliato del ponte, viaggio tra gli scrittori di Brooklyn. La sua passione per New York si è concretizzata in due guide: New York è una finestra senza tende (Laterza 2010) e Tutte le mie preghiere guardano verso ovest (edt 2014).

Per Einaudi ha curato l’antologia New York Stories (2015) e ha pubblicato il romanzo Le otto montagne (2016). Con minimum fax, in precedenza, ha pubblicato Manuale per ragazze di successo (2004), Una cosa piccola che sta per esplodere (2007), vincitore, tra gli altri, del Premio Fucini, del Premio Settembrini e finalista al Premio Chiara, Sofia si veste sempre di nero, selezionato al Premio Strega 2013 e A pesca nelle pozze più profonde. Meditazioni sull’arte di scrivere racconti. Il suo blog, molto seguito, è paolocognetti.blogspot.it

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