Scelgo, dunque sono

Everybody needs some books to love

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Paolo Di Paolo, Tempo senza scelte, Einaudi

Martedì 6 dicembre alle 19,00 Paolo Di Paolo presenterà in libreria Tempo senza scelte

Un’opera d’arte è fondazione di comunità. Come quando – dice il filosofo Gianni Vattimo, Introduzione all’estetica – nel disastro d’una battaglia qualcuno all’improvviso agita uno straccio a mo’ di bandiera e attorno ad esso chiama a raccolta i compagni in rotta ribaltando così l’esito dello scontro. Tempo senza scelte di Paolo Di Paolo ha questa volontà militante. Il saggio di critica letteraria del trentatreenne autore romano è costruito, infatti, su una tesi forte e polemica: intellettuali e scrittori italiani devono tornare ad assumersi la responsabilità di una chiara presa di posizione rispetto al proprio mondo. Devono sforzarsi di interpretarlo dandogli un senso. Come fecero, per esempio, Tabucchi e Pasolini. Troppo spesso, invece, essi usano l’ironia per sminuirne la portata e infine eludere questo impegno. È il caso, secondo Di Paolo, di Francesco Piccolo e del suo romanzo Il desiderio di essere come tutti, premio Strega 2014.

Noi occidentali – sostiene Di Paolo – viviamo il privilegio di un momento storico che non ci impone la necessità di scelte nette e ci consente, invece, di fluttuare comodamente nell’oceano mare dell’indecisione, dei forse, delle opzioni plurime, reversibili, aggiornabili come lo stato di un profilo sui social. Tutta un’altra storia rispetto a quella delle generazioni del secolo scorso «che non hanno fatto in tempo a chiedersi chi essere, che già erano qualcosa… Noi, nipoti cresciuti, navighiamo a vista – nel lusso disperante di protrarre il più possibile il rendiconto con l’identità. Chi sono? Che cosa faccio? Che cosa voglio fare? Che cosa posso fare?».

La letteratura, dunque, ci deve riportare all’imperativo categorico della ricerca di una verità per noi (Kierkegaard), del nostro ruolo nel mondo (Hawthorne) e, infine, a quella scelta che «è più della somma di tutte le scelte compiute prima» (Joan Didion, Run River). Non sono mai solo parole: la letteratura è etica, non solo estetica. È la fornace della nostra immaginazione, dove ciascuno prefigura il suo futuro: prima di compiere qualunque azione, prima di avere qualcosa, l’abbiamo immaginata (Baudelaire). La letteratura è il dubbio che dentro di noi deve alimentare il fuoco di un continuo corpo a corpo con la nostra stessa volontà (come Pereira nel romanzo di cui è protagonista). La letteratura ci insegna ad esserci: «Non è questione di fare… è questione di esserci», dice il protagonista di Nemesi di Philip Roth.

Tempo senza scelte è un manifesto di poetica letteraria ed è un omaggio ai tanti autori amati da Di Paolo come, oltre a quelli già citati, Piero Gobetti, protagonista del suo romanzo Mandami tanta vita, finalista al premio Strega 2013. «Vivere vuol dire formarsi una coscienza morale», lo dice Gobetti, lo sottoscrive Paolo Di Paolo. Tempo senza scelte marca una polarità forte e importante del dibattito letterario nazionale.

Michele Trecca

La Gazetta del Mezzogiorno, 4 dicembre 2016

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