Tutto il mondo è un paese. Pugliese

Everybody needs some books to love

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Gaetano Cappelli

Una medium, due bovary e il mistero di Bocca di Lupo

Se per voi la lettura è un piacere, allora leggete e godete. Scrivemmo così al tempo di Parenti lontani. Lo ribadiamo oggi per Una medium, due bovary e il mistero di Bocca di Lupo. Sono trascorsi sedici anni e tanti romanzi, ma di godere non si smette quando si legge Gaetano Cappelli. Caso mai è un piacere diversamente godurioso, ma sempre piacere. Cambia il dosaggio, non gli ingredienti.

Ironia, disincanto e comicità. Celebrazione e dissacrazione di miti metropolitani. Provincia e dialetto, della Murgia e della Daunia, con corredo di sottotitoli. Registro alto e basso in unico impasto. Vezzi linguistici. Kitsch e raffinatezze. Gelosie di paese: erotiche e letterarie. Sesso. Smania di successo. Uno scrittore in crisi, di vendite e identità. Guido Galliano alla sua terza apparizione, e con questo curriculum autorevole candidato ad alter ego dell’autore, come dire Nathan Zuckerman, per mantenere l’equazione Gaetano Cappelli/Philip Roth, ipse dixit dieci anni fa il noto critico Antonio D’Orrico al tempo del primo titolo wertmülleriano di Cappelli, Storia controversa dell’inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo. Vino e romanzi, e romanzi sui romanzi, metaletteratura se così vi piace. Il destino beffardo, che illude e smentisce, e poi stupisce ancora… perché sarà pure vero che la realtà supera la fantasia ma certe volte la fantasia ne sa una più del diavolo o dei medium… se poi quel diavolo o medium, letterario, per carità, è Gaetano Cappelli, allora vabbè, non c’è partita.

Tutto Cappelli, insomma, e peraltro in gran forma, nel nuovo e compatto Una medium, due bovary e il mistero di Bocca di Lupo. Siamo a Minervino Murge, provincia di Barletta-Andria-Trani, nello splendore dell’azienda del titolo che produce ottimi vini ed esiste davvero. Come la medium, anch’essa nel titolo e che corrisponde alla figura storica di Eusapia Palladino (1854-1918), nativa di Minervino Murge e celebratissima in vita per le sue doti paranormali in tutti i salotti e gli ambienti sia scientifici sia mondani: da Napoli a Parigi fino alla Polonia, alla Germania e alla Russia degli zar. Di lei si occuparono Lombroso, Bergson, i coniugi Curie e almeno un altro paio di premi Nobel. Il più famoso illusionista americano del tempo ne studiò il caso e giurò circa la verità di una sua lievitazione.

Noi l’immaginiamo, l’eccitazione creativa di Cappelli quando, bevendo un buon bicchiere di Tormaresca, gli hanno raccontato la storia incredibile di Eusapia che conferma in pieno la sua verità letteraria che tutto il mondo è provincia perché gira e volta ad ogni latitudine desideri e sentimenti sono sempre quelli e se hai fatto la gavetta nel microcosmo di casa, smarcandoti dal pressing feroce dell’invidia e dei pettegolezzi dei paesani, poi hai voglia a trovare varchi per il successo nelle maglie larghe delle metropoli!

Poté più il Tormaresca o la buonanima di Eusapia, chissà, ma Cappelli s’è proprio scatenato in un intreccio pirotecnico. Tutto comincia con l’ingaggio di Guido Galliano da parte del barone e agronomo Ferdinando Canosa, che allo scrittore ci fa un’offerta che lui non può rifiutare: quattromila euro e una settimana di rilassante vacanza nella favolosa tenuta vinicola di Bocca di Lupo in cambio d’assistenza letteraria alla moglie Finizia. La signora, infatti, è impegnata nella scrittura di un romanzo su Eusapia e con quest’opera conta di vincere il locale premio Il Dirupo d’Oro contro la sua rivale di gioventù Maddalena Videtti, l’altra bovary del circolo culturale locale La Scesciola. Finizia, però, è in deficit d’ispirazione. Bloccata a metà del suo lavoro. Serve una mano esperta per risolvere l’impasse. Piacere, Guido Galliano, risolvo problemi e me ne creo. Infatti, per Guido comincia bene, come mai avrebbe immaginato, poi però…

Una medium, due bovary e il mistero di Bocca di Lupo è un romanzo breve ma Gaetano Cappelli c’ha messo di tutto. Per dire, s’è inventato D’Annunzio a Napoli sulle piste dell’efferato omicidio di una cocotte. S’è inventato un esilarante dialogo nell’aldilà in anglo-murgese fra Eusapia e Agatha Christie. S’è sbizzarrito in frizzi e lazzi su Albano, Romina e la di lei mamma Linda Christian, ha ripescato Rosanna Fratello. S’è inventato Dennis Galatone, il boss Cozzajanga e il figlio Felice Sciopenauer… perché il villaggio è globale, la vita un circo, la letteratura un piacere e «se non fa male, di sicuro fa bene», parola di Guido Galliano.

Michele Trecca

Gazzetta del Mezzogiorno, 7 ottobre 2016

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