E l’amore?

Everybody needs some books to love

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Roberto Costantini

La moglie perfetta

Marsilio, pagg. 447, € 19,00

 

Ne abbiamo viste tante (in lingua originale: N’amo viste tante), così da sempre i romani esprimono il loro orgoglioso disincanto. Le cronache di mafia capitale ci hanno consegnato Il cecato, i libri e il cinema Suburra: Roberto Costantini nel suo nuovo romanzo (La moglie perfetta) quella Roma lì la chiama cloaca, il suo re il Sordomuto e delinea uno scenario d’una violenza tanto verosimile quanto inaudita che sorprenderà gli stessi cittadini della capitale. Figuriamoci noi. Tanto più che La moglie perfetta comincia come un thriller sì, ma sentimentale e psicologico.

«E l’amore?», chiede nella prima pagina un paziente al suo dottore. Sembra Carver. Il dottore spiega che bisogna accontentarsi d’affetto e stima reciproca a lungo termine, perché altro proprio non c’è. Il cliente in analisi, però, insiste: «E l’altro amore, quello vero, dottore? Quello che ci fa battere il cuore». Meglio non incontrarlo, pensa ma non dice il dottore. Insomma: il nuovo romanzo di Roberto Costantini, il primo con Michele Balistreri dopo la trilogia del Male e la resa dei conti con i trascorsi libici, con stupefacente geometria narrativa unisce gli estremi della brutalità e della passione.

I protagonisti sono americani e borghesi, due coppie. Quella americana è asimmetrica: lui (Victor) anziano, potente, arrogante; lei (Nicole) molto più giovane e bellissima con corredo di sorella ancor più giovane e bella (Scarlett). L’altra coppia è quella perfetta, accucciata in una ritualità inattaccabile: lei (Bianca) magistrato, lui (Nanni) psicanalista, un figlio; lei premurosa e inappuntabile, lui accomodante e appagato. La perfezione, però, è una gabbia e quando va in frantumi è l’inferno. Tanto più se a far saltare l’equilibrio è un omicidio. I nostri cinque, in un modo e nell’altro, sono tutti coinvolti in quel crimine.

Michele Balistreri, commissario capo della terza sezione della squadra Mobile di Roma, la Omicidi, all’inferno c’è stato, nei suoi trascorsi adolescenziali in Libia, e non solo. Il Male l’ha visto in faccia, senza mai abbassare lo sguardo, perciò adesso si stordisce con poker, whiskey e sigarette, e ascolta Leonard Cohen. Balistreri è fuori dai giochi sentimentali, almeno così crede. Per compagna ha una che non chiede e non tradisce: la solitudine, quella silenziosa, opulenta e implacabile dei ricordi, dei rimpianti, dei sensi di colpa. Con il suo fiuto investigativo e la sua logica deduttiva risolverà Balistreri anche questo caso? La storia abbraccia dieci anni, dal 2001 al 2011, e s’incastra fra le vicende del secondo e del terzo volume della trilogia. Le indagini si allargano a macchia d’olio fino a chiamare in causa mafia siciliana e servizi segreti americani ma il core business (il principale fatto) criminale del romanzo è concentrato con millimetrica precisione in tempi e spazi ristrettissimi, rinserrato quasi nelle tre unità aristoteliche. La narrazione procede sempre in prima persona, con staffetta dei punti di vista. A parte quella fuori campo della tenera e trionfale dissolvenza finale, si alternano nel racconto le voci di Balistreri, Bianca e Nanni, ma anche il Sordomuto fa sentire la sua, già in prima battuta.

Roberto Costantini è riuscito in un’impresa che credevamo impossibile: superarsi dopo il superbo affresco della trilogia del Male, in particolare la prima parte del secondo volume. La moglie perfetta è un romanzo tanto bello quanto crudele: perché della vita come dell’amore certe cose è meglio non saperle. Chi legge La moglie perfetta scopre assassini e omicidii, ma soprattutto tante laceranti verità sulla vita e sull’amore. E con Michele Balistreri, infine, scopre che il passato sempre ritorna e che tutti abbiamo un lato oscuro. Anche la moglie perfetta, ma quale?

Michele Trecca

Gazzetta del Mezzogiorno, domenica 12 marzo 2016

 

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