Alessandro Leogrande presenta “La frontiera”

Incontro-dibattito aperto con lettori e associazioni: al centro, i migranti
Tra Nord e Sud, La frontiera. Il libro-inchiesta di Alessandro Leogrande
Martedì 15 dicembre, ore 19, spazio live della libreria Ubik di Foggia
L’autore e giornalista, tra i più autorevoli in materia, con il suo nuovo lavoro

leogrande locandina

“Ci sono quelli con la faccia riversa, quelli con gli occhi sgranati, quelli con le braccia alzate, quelli con le mani raccolte sotto il capo, come se dormissero. Quelli che giacciono vicini, quasi abbracciati. Quelli che indossano ancora i giubbotti, i pantaloni, i maglioni. Quelli che hanno provato a liberarsi dei vestiti. Quelli con le scarpe e quelli scalzi. Quelli impassibili e quelli stropicciati da uno strano sorriso. Sono tutti neri, tutti giovani”.

È dura, ma è così: Alessandro Leogrande – “scrittore di letteratura non-fiction, scrittore di razza”, secondo Roberto Saviano – lo racconta nel suo ultimo libro-inchiesta, La frontiera (Feltrinelli, 2015), protagonista della presentazione di martedì 15 dicembre, ore 19, nello spazio live della Ubik di Foggia. Al centro del dibattito – tra Mare Nostrum, Cie, Libia, Balcani, scafisti e molto altro – un macro-tema: i migranti.

A parlarne con l’autore e giornalista (uno dei più autorevoli in Italia per quanto riguarda la tematica trattata, vincitore dei premi Volponi e Kapuscinski con il libro Il naufragio), in libreria, le realtà più attive sul territorio, opportunamente invitate per dare luogo ad un dibattito aperto: Solidaunia, La Merlettaia, Libera, Emergency, Amnesty International, Fratelli della Stazione, Avvocati di Strada, Africa United e Amici dei migranti. A condurre, il giornalista Fulvio di Giuseppe (Foggia Città Aperta). Introduzione a cura di Michele Trecca, direttore artistico della libreria Ubik.


La frontiera (Feltrinelli, novembre 2015; 320 pagine). C’è una linea immaginaria eppure realissima, una ferita non chiusa, un luogo di tutti e di nessuno di cui ognuno, invisibilmente, è parte: è la frontiera che separa e insieme unisce il Nord del mondo, democratico, liberale e civilizzato, e il Sud, povero, morso dalla guerra, arretrato e antidemocratico. È sul margine di questa frontiera che si gioca il Grande gioco del mondo contemporaneo. Questa soglia è inafferrabile, indefinibile, non-materiale: la scrittura vi si avvicina per approssimazioni, tentativi, muovendosi nell’inesplorato, là dove si consumano le migrazioni e i respingimenti, là dove si combatte per vivere o per morire.

Leogrande ci porta a bordo delle navi dell’operazione Mare Nostrum e pesca le parole dai fondali marini in cui stanno incastrate e nascoste. Ci porta a conoscere trafficanti e baby-scafisti, insieme alle storie dei sopravvissuti ai naufragi del Mediterraneo al largo di Lampedusa; ricostruisce la storia degli eritrei, popolo tra i popoli forzati alla migrazione da una feroce dittatura, causata anche dal colonialismo italiano; ci racconta l’altra frontiera, quella greca, quella di Alba Dorata e di Patrasso, e poi l’altra ancora, quella dei Balcani; ci introduce in una Libia esplosa e devastata, ci fa entrare dentro i Cie italiani e i loro soprusi, nella violenza della periferia romana e in quella nascosta nelle nostre anime: così si dà parola all’innominabile buco nero in cui ogni giorno sprofondano il diritto comunitario e le nostre coscienze.

Quanta sofferenza. Quanto caos. Quanta indifferenza. Da qualche parte nel futuro, i nostri discendenti si chiederanno come abbiamo potuto lasciare che tutto ciò accadesse. Quella parola indica una linea lunga chilometri e spessa anni. Un solco che attraversa la materia e il tempo, le notti e i giorni, le generazioni e le stesse voci che ne parlano, si inseguono, si accavallano, si contraddicono, si comprimono, si dilatano. È la frontiera.

Alessandro Leogrande. È nato a Taranto nel 1977, ma vive a Roma. È vicedirettore del mensile “Lo straniero”. Collabora con “il Corriere del Mezzogiorno”, “il Riformista”, “Saturno” (inserto culturale de “il Fatto Quotidiano”), Radio Tre. Ha scritto: Un mare nascosto (L’ancora del Mediterraneo, 2000), Nel paese dei viceré. L’Italia tra pace e guerra (L’ancora del Mediterraneo, 2006), Uomini e caporali. Viaggio tra i nuovi schiavi nelle campagne del Sud (Mondadori, 2008), Le male vite. Storie di contrabbando e di multinazionali (Fandango, 2010), Fumo sulla città (Fandango, 2013). Ha curato le antologie Nel Sud senza bussola. Venti voci per ritrovare l’orientamento (con Goffredo Fofi; L’ancora del Mediterraneo, 2002), Ogni maledetta domenica. Otto storie di calcio (minimum fax, 2010). Con Feltrinelli ha pubblicato Il naufragio. Morte nel Mediterraneo (2011, premi Volponi e Kapuscinski) e nella collana digitale Zoom Adriatico (2011).

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