I 7 peccati capitali (+ 1) della Ubik di Foggia

Il bel articolo pubblicato sul sito Tempoxme.it
Contiene un focus sulla Ubik di Foggia e un’intervista speciale al libraio Salvatore D’Alessio.

Ecco i consigli del libraio Salvatore D’Alessio, declinati sotto una luce particolare, quella dei 7 peccati capitali: a ciascuno di essi sarà associato un libro d’eccezione, con una sorpresa finale!

 

UBIK FOGGIA è nel cuore del centro cittadino, nella piazza dedicata a Umberto Giordano, in un locale storico che durante i primi anni del ‘900 ospitò l’unica stamperia e l’unico circolo culturale della città.Aperta dal 4 novembre 2007 da Giovanna Draicchio e Michele Trecca. In libreria con loro: Antonella Moffa (settore bambini/ragazzi), Francesco Di Buduo (saggistica/film), Salvatore D’Alessio (narrativa), Alessandro Galano (organizzazione eventi e ufficio stampa). Un catalogo generalista di 18 mila titoli e un salotto che ospita in media 80 eventi l’anno tra presentazioni con gli autori, laboratori e focus sull’editoria. Ogni mese un gruppo affiatato di lettori si da appuntamento in libreria per parlare di noir e polizieschi, i “giallofili” si consultano e scelgono gli autori da invitare, le loro serate si chiamano “A qualcuno piace Giallo”. All’ingresso c’è uno corner dedicato alle novità dei piccoli editori di qualità, questo spazio si chiama “QuIndi” (Qui, Indipendenti). Da questa idea il nome del festival ideato dai librai “Leggo Quindi Sono”. A giugno, per una settimana, la piazza si riempie di libri, con la collaborazione di associazioni e di studenti-volontari si fa festa tutti insieme con autori ed editori.


Il libraio: Salvatore D’Alessio

Sono nato nel 1988 e sguazzo tra i libri da quando ero piccolo, non ringrazierò mai abbastanza mia madre (che di cognome fa Leopardi) per avermi regalato più libri che giocattoli. Ho iniziato a lavorare in libreria nel 2007 (pochi mesi dopo l’esame di maturità), leggo tanta narrativa, spesso autori italiani contemporanei, meglio se esordienti e freschi di stampa. Scoprire un libro e consigliarlo prima che finisca recensito sui giornali lega un sacco i lettori ai librai, col tempo si instaura un rapporto di fiducia che è paragonabile solo con quello che si crea col proprio parrucchiere! Mi piace molto seguire la produzione dei piccoli editori di qualità e tengo d’occhio quasi morbosamente tutte le loro uscite. Consigliare un best seller con la fascetta e la copertina facile non è una sfida che mi diverte tanto. Intercettare i gusti, e proporre una storia con il logo di un editore che il lettore non conosce, mi piace molto di più. Gli editori piccoli fanno cose grandi, tocca farlo sapere a tutti!

 

Superbia: Vins Gallico, Final cut,  Fandango

Un fattorino cinico e distaccato offre un servizio quanto mai originale. Quando un amore finisce, lui, in poche ore riconsegna regali, vestiti e oggetti agli ex, alle persone che non si amano più. Si può richiedere anche il servizio di messaggistica letta, per evitare telefonate di addio e incontri spiacevoli di chiarimento. Il protagonista è un antieroe senza nome che disprezza l’amore e sfrutta i sentimenti tirando su una start up senza scrupoli. Nel suo furgoncino però, finiamo per fare un viaggio alla riscoperta delle emozioni. In questa storia si ipotizza la possibilità di essere superiori all’amore. Col cuore però tocca sempre farci i conti. Ognuno a modo proprio.

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Avarizia: Walter Siti, Resistere non serve a niente, Rizzoli

Un ex obeso, matematico mancato, giocoliere della finanza, è Tommaso il fulcro di questa storia. In questo libro c’è una rete fitta di personaggi senza valori, tutti mossi dalla fame di denaro. Mercato del corpo e violenza rimpinzano conti e portafogli. Un romanzo che sa di docufiction, tra olgettine ed esperimenti scientifici realmente realizzati. Ci sono le scimmie, pazze ed egoiste, forzate in una grande gabbia, tra di loro cedono monete in cambio di sesso, con queste si affacciano alle sbarre per comprare cibo dagli umani. Il racconto spietato di una società mossa dalle pulsioni.

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Lussuria: André Aciman, Chiamami col tuo nome, Guanda

Elio e Oliver in comune hanno le origini ebraiche e la passione per l’arte, per i libri, per il cinema. Si incontrano senza aspettarselo, si capiscono al volo, hanno due personalità opposte ma si uniscono. Hanno tempi diversi, Elio vuole amore “ora”, Oliver prova a negarglielo e rimanda tutto a dopo. Uno scontro di voglie e una vacanza in villa in Italia, trasformano due adolescenti brillanti in due uomini consapevoli. C’è il corpo in questa storia, ci sono i desideri, i liquidi, gli odori, le ossessioni, non semplici pagine di sesso. Qui il frutto del peccato non è una mela, è una pesca portata a letto. I loro pomeriggi in camera sono strumentali al racconto, in questo romanzo c’è la descrizione del primo amore, quello forte, che si vive una volta sola nella vita. Quello che strugge, devasta e lascia cicatrici.

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Invidia: Yasmina Reza, Felici i felici, Adelphi

Un romanzo che è un intreccio di racconti. Una scrittura limpida e a volte cinica descrive senza delicatezza i comportamenti e la psicologia borghese, ne viene fuori la geografia di un arcipelago di vite false e ipocrite. Un gruppo sociale senza coesione spinge carrelli, dispensa sorrisi ma macina odio e insofferenza. Qui l’ego vince su tutto e l’invidia fa da sfondo a un palco pieno di solitudini e di violenze. Il confronto porta a galla solo tristezza e insoddisfazioni. Una costellazione fittissima di personaggi. Tutti bramano la gioia ma si avventurano solo in doppi giochi grotteschi e comici, unici sprazzi di umanità.

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Gola: Aimee Bender, L’inconfondibile tristezza della torta al limone, minimum fax

Anche le emozioni hanno un gusto e Rose Edelstein lo sa bene, ha solo nove anni ma ha un potere speciale, ogni volta che si siede a tavola e porta alla bocca una pietanza o un dolce riesce a rivivere le sensazioni provate da chi ha cucinato per lei, che sia la mamma o la cuoca della scuola. Capita così che una torta possa avere il sapore di rabbia, di angoscia, di disperazione o di senso di colpa. Meringhe e creme non bastano a dissimulare l’essenza delle emozioni, le energie che si sprigionano in cucina vengono carpite da un sesto senso unico che tutti vorremmo avere. Questo libro è un gioiello, un viaggio psicologico nell’immedesimazione, nell’altro, nelle vite che non conosciamo.

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Ira: Bernardine Evaristo, Mr Loverman, Playground

Costruirsi una vita finta è il peggior torto che si possa fare a sé stessi. Barrington al suo settantacinquesimo compleanno capisce che non ha più voglia di mentire, vive con la moglie Carmel, ma ama Morris da quando era adolescente, migliore amico e amante, per tutti Zio Morris, antiguano di origine, nero come lui. Stanco di una vita triste, schiavo di una cultura cristiana bigotta, Barrington prova a cambiare il suo destino, vuole chiudere il suo matrimonio, chiarire tutto con le figlie, vuole vivere felice l’ultimo quarto della sua vita. Con la consapevolezza della vecchiaia affronta a muso duro tutto quello che gli ha reso la vita dannata. Coming out rabbiosi, litigate spassose e confessioni toccanti, sono il suo modo per rivendicare il diritto alla gioia. Un personaggio che a libro chiuso finisce per mancarci!

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Accidia: Mario Benedetti, La tregua, Nottetempo

Torpore e malinconia, la vita piatta di Martìn Santomé è un po’ così. Lui, vedovo, tre figli, cinquant’anni alle porte, stipendio sicuro, esistenza senza slanci, preferisce la quiete all’imprevisto, sguazza nell’immobilità, sopravvive senza colpi di testa, senza coraggio, succube della routine, delcalendario, delle scadenze. Una vita piatta ma, come l’estate ci insegna, anche nei cieli sereni cadono i fulmini, senza preavviso, basta un cambio di vento. E senza avvisare, nella quiete di un ufficio, arriva Avellaneda, giovane e bella, molto diversa da Martin, stravolge tutto, riporta l’energia. Un racconto in cui due opposti si attraggano, ma nel magnetismo delle vite nulla è prevedibile, si vive a mare aperto e gli imprevisti si accettano tutti, fino in fondo.

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Malinconia: (l’ottavo vizio, quello ormai perdonato, aggiungo un fuori menù perché non posso non consigliare questa storia): Georgi Gospodinov, Fisica della malinconia, Voland

Un romanzo, un saggio? Di più, un libro. Dentro c’è tutto quello che si vorrebbe trovare in una narrazione, una scoperta delle cose che non consideriamo, un flusso di coscienza, onirico, speciale. Un minotauro viene abbandonato al mondo, deve sbrigarsela da solo in un universo ingarbugliato, si confronta col passato, con la geografia, con la fisica quantistica, con la letteratura, con la scrittura. Vive le vite altrui, rassegnato alle forze del mondo, inquieto, deluso, forse triste. La sua salvezza sono gli altri, tutti quelli che hanno vissuto e vivono il labirinto con lui. L’unico modo per salvarsi è la coltivazione costante di empatia. Andare incontro alle storie degli altri è l’unico filo di Arianna.Immagine incorporata 6

 

 

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