La ferocia, il Sud e Atene

Da Books brothers, il blog di Michele Trecca

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Suds, volume primo.

Con Nicola Lagioia, dopo vent’anni, è tornato a vincere il Premio Strega un autore pugliese. L’ultima volta era accaduto nel 1995 con Mariateresa Di Lascia e il suo Passaggio in ombra. Non sono mai solo parole. Nei romanzi c’è ciò che conta di una terra e della sua gente. Dopo il grande e sorprendente successo, Mariateresa Di Lascia è stata colpevolmente dimenticata, come altri. Noi, invece, torneremo a parlarne perché la nostra identità è fra le righe dei grandi autori. Intanto il nostro abbraccio a Nicola Lagioia, che dopo la sua vittoria con La ferocia ha dedicato le  prime parole ad Atene e alla drammatica situazione greca. 

«Nessuno ha più coscienza delle proprie azioni peggiori. Ci riuscivamo un tempo. Non ci riusciamo più. Soffriamo. Diamo la colpa al meccanismo. Come darla alla natura. Se non c’è scelta, non c’è nemmeno colpa. Fare una cosa in luogo di non farla. Farla.»

Con la forza dell’immaginazione un romanzo, quando è grande, riapre la partita del libero arbitrio. La ferocia di Nicola Lagioia è un’indagine che parte come un noir per entrare nella storia e nell’animo dei personaggi e mostrare di ogni vita il cammino delle diverse possibilità.

L’etologia è una scienza, la letteratura una sfida. La scommessa delle cose strane. Etologia: «… metti una volpe affamata davanti a un branco di conigli. Corri in una piazza piena di colombi e li vedrai volare. Trovami il colombo che non vola». Letteratura: «Non siamo animali, facciamo cose strane».

Un romanzo, quando è grande, rende credibile l’assurdo, l’imprevedibile. Etologia: «Facciamo quello che la natura ha deciso per noi. I limiti sono abbastanza chiari». Letteratura: «Ci comportiamo in modo assurdo. Siamo imprevedibili.» La forza di un romanzo è rendere credibili azioni contro natura. Innaturali. Un romanzo, quando è grande, interroga le coscienze perché ricorda a chi legge che può sempre scegliere: la ferocia o l’amore.

La ferocia di Nicola Lagioia interroga la coscienza collettiva perché ricorda a tutti che: «Quando non dissodi bene un campo, poi è ovvio che crescono erbacce. Se non toccava a voi, toccava a un’altra famiglia di imprenditori». Certi potenti come i Salvemini sono una delle conseguenze fisiologiche della nostra terra. La storia è ambientata in Puglia, un punto centrale dell’intreccio è una speculazione edilizia sul Gargano. La ferocia ha forza iconoclasta di abbattimento degli ultimi dei mediterranei.

Ma «il Sud è anche questo inganno: una parte più grande del tutto che dovrebbe contenerla». Un romanzo, quando è grande, riesce a contenere il tutto in una parte, per esempio il mare in un secchiello. O, come fa Nicola Lagioia, tutto il nostro tempo nei giardini notturni del Sud del suo romanzo. C’è da credergli, quindi, quando dice subito dopo la vittoria del Premio Strega: «La ferocia, come il titolo del libro, è quello che sta accadendo ora ad Atene».

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