Vite in fuga: gli Ebrei di Fort Ontario

Giovedì 2 aprile, ore 19, spazio live della libreria Ubik
L’autore Antonio Spinelli presenta il suo libro Vite in fuga (Cierre Edizioni)

vite in fuga

“Il caso ha voluto che uscissi vivo da quel macello e ora, non più lontano dall’estremo mio traguardo e dopo oltre trenta anni di vita migliore vissuta in libertà, penso che con te vicino e con la nonna e Anna e tuo papà e i tanti buoni amici ancora rimasti – sia valsa la pena di continuare
a vivere!”. Parola di Andrea Strasser, medico radiologo, ebreo ungherese di stanza in Italia, protagonista di una delle storie raccolte dall’autore Antonio Spinelli nel volume dal titolo Vite in fuga (Cierre Edizioni), oggetto della presentazione di giovedì 2 aprile, alle ore 19, nello spazio live della libreria Ubik.

Laureato in filosofia, insegnante, curatore della mostra Dal rifugio all’inganno. Storie di ebrei internati in provincia di Vicenza, Antonio Spinelli è uno dei maggiori esperti italiani della storia degli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale. A conversare con l’autore, in libreria, ci sarà la docente di Letteratura Teatrale Italiana del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Foggia, Rossella Palmieri.

Vite in fuga. Gli ebrei di Fort Ontario tra il silenzio degli Alleati e la persecuzione nazifascista (Cierre Edizioni, 2014). A 70 anni dalla liberazione del campo di Auschwitz, una storia di fuga dalla persecuzione e dall’orrore nazifascista verso la terra delle promesse che per anni aveva ignorato il grido di allarme che saliva dall’Europa. Solo nell’estate del 1944 il presidente Roosevelt annunciò che gli Stati Uniti avevano deciso di utilizzare un forte storico situato presso la città di Oswego, sulle rive del lago Ontario, per dar rifugio a 982 ebrei sfuggiti ai nazisti e ai fascisti. Il volume inquadra la situazione politica degli Stati Uniti nella prima metà del Novecento, per poi soffermarsi a descrivere le vicissitudini di alcuni di questi ebrei, nel loro travagliato peregrinare in diversi paesi europei, in Italia, e in particolare nelle province venete, fino alla loro permanenza lunga 18 mesi a Fort Ontario e alla decisione del nuovo presidente Truman di concedere loro la cittadinanza statunitense.

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