Leonardo Colombati presenta il suo “1960”

Uno dei libri più interessanti del momento. Paolo Mieli: “Un piccolo capolavoro”
Leonardo Colombati presenta il romanzo 1960 (Mondadori)
Venerdì 13 marzo, ore 19. Spazio live della libreria Ubik di Foggia
Michele Trecca: “Una pietra miliare del romanzo postmoderno”

locandina colombati

Il nuovo (e migliore) romanzo di Leonardo Colombati ha uno sfondo storico preciso: quello della XVII Olimpiade tenutasi a Roma dal 25 agosto all’11 settembre del 1960. C’è il boom economico e il tentativo di golpe, i più grandi intellettuali del Novecento – Pasolini, Calvino, persino John Fante – e “le trame nere”, la Dolce Vita e i servizi segreti deviati. “Un piccolo capolavoro”, secondo la definizione del giornalista e autore, nonché storico, Paolo Mieli: uno dei primi estimatori italiani di questo importante lavoro editoriale.

Venerdì 13 marzo, alle ore 19, nello spazio live della libreria Ubik di Foggia, lo scrittore Leonardo Colombati presenta il suo libro dal titolo 1960 (Mondadori, 2014). Michele Trecca, direttore artistico della libreria e da molti anni critico letterario della Gazzetta del Mezzogiorno, chiamato a conversare con l’autore romano, non ha mancato di sottolineare la fattura di questo lavoro, definendolo “Una pietra miliare del romanzo postmoderno della narrativa italiana contemporanea”.

1960 (Mondadori, ottobre 2014; 468 pagine; 19 euro). Eccola, tutta gocciolante: ride. Ora esce dall’acqua come una moderna Afrodite, come la personificazione di una felicità che potrebbe durare per sempre, per tutti. Piastrelle colorate, cannucce, ombrelloni di tela, pezzi di plastica e vetro, stoffa e metallo, cuoio e carta, perspex e propilene, acciaio inox e calcestruzzo che, se posizionati in una certa angolazione rispetto alla luce del tempo, si trasformerebbero in schegge di specchio capaci di rifrangere minuscole porzioni di un Paese che in realtà non c’è mai stato, ma che avrebbe potuto esserci: un Paese più felice, più ricco, più coraggioso e spensierato.

È il 25 agosto 1960. A Roma è in pieno svolgimento la cerimonia d’apertura della XVII Olimpiade: quella destinata a essere ricordata per Cassius Clay e Livio Berruti, Wilma Rudolph e Abebe Bikila. Sotto gli occhi dei capi di Stato di tutto il mondo, nel nuovo stadio sfilano gli atleti: “intere generazioni di estati hanno atteso compiacenti l’arrivo di quella divina policromia”. Ma in quegli stessi giorni, non sono solo le delicate questioni di politica internazionale – che ogni Olimpiade si porta dietro – a preoccupare i Servizi segreti italiani: si è infatti diffusa sempre più insistente la voce che sia in preparazione un colpo di Stato che dovrebbe prendere le mosse dal rapimento del presidente della Repubblica, Gronchi. Per le indagini del caso, il generale De Lorenzo attiva uno dei suoi uomini migliori, il tenente colonnello Agostino Savio, distaccato presso la compagnia telefonica con il compito di intercettare le chiamate del maggiore Meneguzzer, anche lui agente del SIFAR, probabilmente coinvolto nel tentativo di golpe.

Agostino si servirà a sua volta di un impiegato della compagnia telefonica, Gianni Negri, inconsapevole “spia” a cui è stato ufficialmente demandato il compito di intercettare e interpretare i bisogni di una nuova e interessantissima categoria di potenziali consumatori: i giovani. Tra questi – guarda caso – c’è anche Olimpia, figlia del maggiore Meneguzzer, adolescente incantatrice, intorno al cui fascino ruotano tutti i protagonisti del romanzo. Una perfetta ricostruzione storica e la capacità quasi cinematografica di restituire la realtà del passato attraverso un filtro che la rende vicinissima si uniscono in queste pagine a una vivacissima invenzione romanzesca e a un afflato epico, facendo di 1960 il grande affresco di un’epoca e al tempo stesso un thriller incalzante e terribile. Contaminando i personaggi reali (su tutti lo scrittore John Fante, giunto in città per scrivere una sceneggiatura per De Laurentiis e invischiato suo malgrado in una vicenda di spionaggio) con quelli, non meno autentici, di finzione (porporati e diplomatici, attricette e principesse russe, spie e voyeur, incalliti torturatori e misteriosi “grandi vecchi”), Colombati costruisce un vasto organismo narrativo che dà vita a uno straordinario omaggio a Roma, città “nera” e vischiosa ma anche di struggente bellezza, al culmine del boom economico e della dolce vita.

Leonardo Colombati. Nato nel 1970 a Roma. Ha pubblicato i romanzi Perceber (Sironi 2005; Fandango 2010), Rio (Rizzoli 2007) e Il re (Mondadori 2009). Ha curato i volumi Bruce Springsteen: Come un killer sotto il sole. Il Grande Romanzo Americano (Sironi 2007) e La canzone italiana 1861-2011. Storia e testi (Mondadori 2010). È redattore della rivista “Nuovi Argomenti” e ha scritto per diverse testate, tra cui “Corriere della Sera”, “Il Giornale” e “Vanity Fair”. Collabora a “IL”, mensile de “Il Sole-24 Ore”. È membro del Pen Club italiano.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...