UBUN – Uomo Bianco Uomo Nero

Un momento importante per le realtà foggiane impegnate nel sociale
Giovedì 13 marzo, ore 19, libreria Ubik
In collaborazione con l’associazione Libera
L’autore Gianguido Palumbo presenta il suo libro
UBUN – Sette dialoghi sulla vita tra un Europeo e un Africano
Una serata dedicata alla multietnicità

ubun

Dopo la serata dedicata al documentario di Antonio Fortarezza, Terra di Migranti, incentrato sul Ghetto di Rignano e approfondito da un intenso dibattito in sala tra le varie associazioni impegnate nel volontariato, la libreria Ubik e l’associazione Libera organizzano un nuovo incontro sul tema. L’occasione è UBUN – Uomo Bianco Uomo Nero, sette dialoghi sulla vita fra un Europeo e un Africano (ed. YCP Lecce, 2013): giovedì 13 marzo, alle ore 19, nello spazio live, l’autore Gianguido Palumbo presenta il suo interessante lavoro editoriale, frutto della sua importante esperienza nel campo dei diritti delle minoranze etniche, in quanto fondatore e presidente di Mondita, associazione romana da qualche tempo impegnata a proporre una nuova visione di interetnicità (per la precisione: “promozione della inter-multi-etnicità italiana, passata, presente e futura”).

L’appuntamento in libreria è un’occasione per tornare a parlare di integrazione con alcune delle realtà più attive di Capitanata, già presenti lo scorso 21 febbraio e da tempo impegnate nel sociale. A conversare con Gianguido Palumbo, le due referenti di Libera Foggia Daniela Marcone e Raffaella Russo. Ad introdurre e moderare, il direttore artistico della libreria, Michele Trecca.

Identità, Genere, Povertà, Amore, Fede, Morte, Arte: questi i grandi temi dibattuti nei sette dialoghi che compongono il libro. A confronto, l’europeo Gianguido Palumbo e l’africano, senegalese per l’esattezza, Mandiaye Ndiaye. Di seguito, un passo tratto dall’introduzione dell’autore: La mia vita, i miei diversi lavori, le mie letture, mi hanno portato dopo i primi 60 anni, a sperare e credere nella forza e nella bellezza della ricerca, della conoscenza, della convivenza di persone non uguali a sé stesse per provare assieme a cambiare la vita e migliorare le società in cui viviamo. Si può e si deve fare tutti i giorni individualmente ed attraverso iniziative collettive come quella che ho promosso alla fine del 2011, dopo anni di tentennamenti e dubbi: una piccola associazione creata assieme a dieci persone più giovani di me, fra i 20 e i 40 anni, di origini diverse, italiane e internazionali o meticcie. Con questa nuova piccola associazione MONDITA-associazione interetnica italiana http://www.mondita.it , intendiamo provare a valorizzare la ricchezza variegata multietnica e multiculturale dell’Italia antica e di quella contemporanea, perché crediamo che in Italia in particolare una migliore e buona convivenza fra i cosiddetti “Italiani” e i cosiddetti “Stranieri” sarà possibile solamente e progressivamente quando saremo capaci di ricordare e riconoscere innanzi tutto che le origini dei Popoli Italiani in verità erano già meticcie per posizione geografica fin dai tempi precedenti agli Etruschi ed ai Fenici quindi almeno da 5000 anni, dal 3000 a.c fino ai nostri 2000 d.c. Si tratta di riscoprire le nostre origini, valorizzarle, capirne la forza ed il valore per connetterle creativamente con le nuove occasioni di incontri e meticciati che rendono e renderanno sempre più ricca in tutti i sensi la penisola italiana.
E’ perciò che questo libro di cui sono unico responsabile, oltre alla collaborazione essenziale di Mandiaye, è da considerarsi parte di una esperienza collettiva e associativa che spero cresca e maturi a Roma e non solo.

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