Books brothers, il blog di Michele Trecca (5)

 Everybody needs some books to love













Suds

Suds, così direbbe Renzo Arbore se dovesse declinare Sud al plurale. Noi dobbiamo farlo, questo cambio di desinenza. È urgente, e perciò facciamolo all’americana.

Tanto per chiarire che siamo gente che se guarda indietro è per andare avanti perché la nostra propulsione è a trazione anteriore. Non solo nel calcio. Suds, dunque, perché ci sono tanti Sud. Come un rabdomante con la sua scrittura nel suo nuovo libro, Il Sud puzza,  Pino Aprile ne ha amplificato i movimenti ed ora essi agli occhi di chi vuole vedere hanno evidenza dirompente di possibile e salutare piena. E dunque, tanti Sud stanno straripando dall’alveo della «vergogna». Sono fimmini ribelli di Calabria contro la ‘ndrangheta, cittadini liberi e pensanti di Taranto contro l’avvelenamento della propria città, associazioni di Scampia che riconvertono in uso pubblico beni degradati o sequestrati alla camorra, le mamme della Terra dei fuochi in Campania… Esiste un Sud plurale che si sta facendo comunità nell’esercizio di forme di cittadinanza attiva. Ogni azione culturale (per quel che ci riguarda, ma vale per chiunque) deve essere dentro questa realtà, favorirne coesione e sviluppo, allargarne l’orizzonte d’azione fino a sollecitare «l’orgoglio» del Sud nella sua capacità di essere terra dei popoli dove la diversità di tanti fa da catalizzatore al rinnovamento di tutti.

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