Pino Aprile, "Il Sud puzza"

Torna a Foggia, in libreria, l’autore del best-seller Terroni
Pino Aprile racconta il riscatto di un popolo 
Domenica 26 gennaio, ore 11. 
Spazio live della libreria Ubik di Foggia
Il giornalista pugliese presenta il suo nuovo lavoro dal titolo Il Sud puzza





















Storie di Sud. Storie di un risveglio. Storie vere. Narrate per un unico scopo: dare senso, forma e aspetto ad un grido ormai necessario: “Non vogliamo sopportare più”. È tutto scritto nell’ultimo libro di Pino Aprile dall’emblematico titolo Il Sud puzza (Piemme, 2013). Domenica 26 gennaio, alle ore 11.00, l’autore incontra i lettori della libreria Ubik di Foggia, per presentare il suo nuovo lavoro incentrato ancora una volta sul riscatto di un popolo. Si parlerà di Meridione, di possibilità, di Terroni, com’è il titolo del suo primo libro incentrato sulla questione sudista e che ha riscosso un’attenzione senza precedenti, tanto da assurgere al ruolo di vero e proprio movimento di idee di carattere nazionale. Con lui, in libreria, anche il giornalista Raffaele Vescera e il direttore del quotidiano L’Attacco Piero Paciello. Introduzione a cura del direttore artistico della Ubik, Michele Trecca. 


Il Sud puzza. Storia di vergogna e d’orgoglio (Piemme, ottobre 2013; collana: saggistica; 406 pagine; 18,50 euro). Il libro di Pino Aprile è la storia di un risveglio, anzi di molti risvegli. Di occhi che si sono aperti su realtà inaccettabili, di persone che hanno potuto guardarsi le une con le altre, che si sono riconosciute e hanno deciso di fondersi in comunità. È la storia di una decisione che ne ha portate con sé molte altre, e che si riassume in un grido di protesta: “non vogliamo sopportare più”. E sono molte le cose che non vogliono sopportare più, il ricatto “o salute o lavoro” che per decenni ha avvelenato Taranto nell’indifferenza generale, i veleni della “monnezza” proveniente da molte zone d’Italia e accumulata in Campania, veleni che si infiltrano nella terra, che uccidono il cibo e le persone, ma che arricchiscono la camorra e tutti quelli che fanno affari con la criminalità organizzata, il pizzo che bisogna pagare ai soliti noti per riuscire a lavorare. In un’indagine appassionata Pino Aprile ci apre una finestra su un Sud al di fuori dei luoghi comuni, su persone che agiscono, si spendono, rischiano, indifferenti al pericolo, al ricatto, alle minacce. Come Lella Ottaviano, commerciante, la prima che ha avuto il coraggio di denunciare i camorristi che esigevano il pizzo e che ha reso Ercolano una città libera, e don Maurizio Patriciello, diventato una guida per le associazioni che vogliono liberare la piana del Volturno dai veleni che l’hanno trasformata in un inferno, e Giuseppe Di Bello, tenente della Polizia provinciale in Lucania, la cui vita viene demolita per aver osato denunciare l’inquinamento di un lago, causato da infiltrazioni di petrolio. Le storie che ci racconta sono avvincenti come un romanzo, l’affermazione di un riscatto che diventa sempre più vicino.


Pino Arpile. Giornalista e scrittore, pugliese residente ai Castelli Romani, è stato vicedirettore di Oggi e direttore di Gente, ha lavorato in televisione con Sergio Zavoli nell’inchiesta a puntate Viaggio nel sud e a Tv7, settimanale di approfondimento del TG1. È autore di libri tradotti in più lingue come Elogio dell’errore, Elogio dell’imbecille e Il trionfo dell’apparenza, tutti pubblicati da Piemme, accolti con successo e tradotti in molti paesi. Terroni, uscito nel 2010 è diventato un vero e proprio caso editoriale, per mesi in vetta alle classifiche, e il successivo Giù al Sud, anch’esso un bestseller, hanno fatto di Aprile il giornalista “meridionalista” più seguito in Italia e gli sono valsi molti premi, tra cui il Premio Carlo Levi nel 2010, il Rhegium Julii nello stesso anno e il Premio Caccuri nel 2012. Sempre per Piemme ha pubblicato nel 2013 il pamphlet Mai più terroni.

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