Un giro in bicicletta con Antonio Pascale

Ultimo appuntamento della rassegna che porta i libri a teatro  
A Book Party, Le attenuanti sentimentali (Einaudi, 2013)
Sabato 4 gennaio, ore 20.30. Antonio Pascale
Al Piccolo Teatro Impertinente, via Castiglione 49 
Il noto saggista alle prese “quasi” con un romanzo. 
Alle 22, book party al Fuori Squadro: barattolibro, letture e altro












Il protagonista di questa storia è, nell’ordine: a) un musicista mancato b) un giocatore di basket mancato c) un romanziere mancato. Non gli mancano però la verve polemica, i tic da nevrotico indolente e un punto di vista sfacciatamente maschile.
Si scrive Antonio Pascale e si legge Antonio Pascale – per una volta, anche in letteratura c’è corrispondenza scientifica. Lo scrittore (e saggista, polemista e agronomo) campano, in questo romanzo protagonista stesso del suo libro, è l’ultimo ospite della rassegna Book Party, in programma sabato 4 gennaio alle ore 20.30 dal Piccolo Teatro Impertinente di Foggia (via Castiglione 49). 
L’autore dei ben noti e apprezzati La città distratta, S’è fatta ora e La manutenzione degli affetti, presenta il suo ultimo lavoro dal titolo Le attenuanti sentimentali (Einaudi): più che un romanzo – come scrive nell’incipit – “un giro in bicicletta”.
Ancora una volta, ad aprire la serata, sarà un book-trailer dal vivo, ispirato alle pagine del libro protagonista e a cura del direttore artistico della compagnia teatrale Pierluigi Bevilacqua. A seguire, Antonio Pascale conversa con l’autrice Roberta Jarussi, prima della seconda parte della serata prevista al Fuori Squadro (via Arco Contini 13) per il vero e proprio “book party”: BarattoLibro, mini-concorso letterario e letture. La rassegna è organizzata da libreria Ubik, Piccola Compagnia Impertinente, BarattoLibro e Amnesty International.

Le attenuanti sentimentali (Einaudi, 2013; collana: Supercoralli; 19,50 euro; 240 pagine). Partiamo dall’inizio. Da quando per sfuggire al traffico sferzante della città, e provare a contrastare l’insonnia, Antonio compra una bicicletta. La notte, però, continuano ad assalirlo pensieri che si susseguono indisciplinatamente: una sorta di «intasamento democratico» in cui il problema del riscaldamento globale ha lo stesso valore di un bottone dei pantaloni che si stacca. Ma proprio da quel magma prende forma l’idea di girare un documentario sui sentimenti, che mischi neuroscienza, biologia evolutiva e psicologia: C’è chimica tra noi. Perché gli uomini e le donne oggi sembra che in amore si siano scambiati i ruoli? Siamo davanti a una mutazione antropologica? C’entra il fatto che per più di un milione di anni siamo stati cacciatori-raccoglitori e il sesso non necessitava di estenuanti dichiarazioni? Bisogna intervistare senz’altro Luigi, affidabile libertino e pittore sensibile alle sfumature del cielo, e coinvolgere nel progetto Paola, produttrice single, piena di empatia, il cui «languore negli occhi è un tintinnio di malessere». Ma il disordine delle notti si ricompone al mattino, quando i figli fanno colazione e tocca accompagnarli a scuola – Brando fissato con il calcio, Marianna alle prese con la creatività e i suoi cascami. Cominciano così giornate fatte di aerei da prendere per lavoro – ogni volta con l’ansia di arrivare troppo tardi, in barba al cliché del meridionale pigro -, consigli di classe dove accapigliarsi sul cibo biologico in mensa e «cene bislacche» in cui giocando ai mimi si finisce per rivelare aspetti terribili del proprio carattere. Aggiungeteci il funambolico tentativo di tenere a bada gli automatismi da maschio casertano che porterebbero Antonio a corteggiare tutte le donne, e l’avversione viscerale per il fanatismo ecologista. Così la realizzazione del documentario si allontana, e quel sentimento dolceamaro della delusione rischia di prendere il sopravvento, perché «mica la parola amore rende la vita migliore, no, semmai la rende possibile, migliore certo che no». Antonio Pascale compone un caleidoscopio abrasivo, divertentissimo, incastrando alla perfezione scene brillanti e riflessioni sovversive. Ci restituisce così la complessità del nostro tempo e dei sentimenti, perché si può parlare dei massimi sistemi raccontando di quanto sia difficile trovare un parcheggio alla propria bici, o al proprio cuore.

Antonio Pascale. Nato a Napoli nel 1966, ha pubblicato La città distratta (Edizioni l’Ancora, 1999 ed Einaudi, 2001), ripubblicato, con l’aggiunta di nuovi capitoli, nel 2009 da Einaudi Stile libero con il titolo Ritorno alla città distratta; La manutenzione degli affetti («L’Arcipelago Einaudi», 2003 e, accresciuto di tre racconti, «ET Scrittori», 2006); Passa la bellezza (Einaudi, 2005); Scienza e sentimento (Vele 2008); Tre terzi, con Diego De Silva e Valeria Parrella (Einaudi, 2009); Le attenuanti sentimentali (Einaudi, 2013). È fra gli autori di Scena padre (Einaudi 2013). Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati in «Lo Straniero» e «Nuovi Argomenti». Un suo racconto compare nell’antologia Disertori («Stile Libero»). Collabora con «Il Mattino», «Il Messaggero», il «Corriere della Sera» e «il Post». È stato l’«intellettuale di servizio» delle Invasioni barbariche di Daria Bignardi.

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