Books brothers, il blog di Michele Trecca (4)

Everybody needs some books to love













Sostiene Magris

Sostiene Magris nel servizio di apertura del Corriere della sera del 7 dicembre 2013 su Nelson Mandela: Sbaglia Borges quando dice che gli eroi non esistono più. Secondo Magris gli eroi sono scomparsi in letteratura ma nella vita ci sono. In Urbino, Nebraska Alessio Torino cita il mito di Demetra e Persefone e ricorda: È difficile per gli esseri umani riconoscere gli dei. Figuriamoci gli eroi.
Dodo, dieci anni, è stato rapito e nel Buiodella sua prigione ha con sé Batman: per lui al contrario di quel che pensa Magris gli eroi ci sono senz’altro nella realtà perché ci sono nei fumetti. Qualcuno lo salverà, Dodo ne è certo. Noi siamo d’accordo con lui: la vita e l’immaginario e quindi l’arte sono vasi comunicanti benché sotterranee, tortuose e imperscrutabili le vie di comunicazione fra loro. È difficile per gli esseri umani riconoscere gli dei – figuriamoci gli eroi – ma essi ci sono. Se il fondo residuo d’innocenza della nostra umanità continua a cercarli, la letteratura continuerà a produrli, e viceversa.
Sbaglia Magris, oggi gli eroi ci sono, per esempio nei gialli e nei noir, e non solo, ovviamente, ma sempre essi hanno la faccia sporca, sono impastati del Buio del nostro tempo, sono bastardi e, come Batman, non hanno superpoteri o sezione aurea perciò è difficile riconoscerli: per lui nei romanzi, per un bambino nella realtà.
Gli eroi omerici piangevano, quelli moderni peccano ma hanno il coraggio e la forza di contenere il proprio male o fragilità fino ad affermare su di esso, nonostante esso e contro di esso un valore primario. Assoluto. Un’ossessione. Un ideale.
Tu chiamali, se vuoi, idealisti. E quella letteratura, a trazione anteriore.
Claudio Magris, Corriere della sera, 7 dicembre 2013 (prima pagina)
Borges, “Tema del traditore e dell’eroe”, in Finzioni, Einaudi
Alessio Torino, Urbino, Nebraska, Minimum fax
Maurizio De Giovanni, Buio, Einaudi
Matteo Nucci, Le lacrime degli eroi, Einaudi

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