"C’è una bella differenza"

Dialogo tra Luisa Cavaliere e Lia Cigarini
Lunedì 18 novembre, ore 18.30. In libreria
Le autrici incontrano il circolo La Merlettaia

Una riflessione filosofica e sociologica intorno a questo grande movimento di idee e azioni, traendo spunto dal grande evento di Paestum 2012, quando il movimento femminista ha ritrovato tutta la propria vitalità: Luisa Cavaliere e Lia Cigarini, entrambe autrici del libro dialogico dal titolo C’è una bella differenza (et.al. edizioni) incontrano l’associazione La Merlettaia e tutte le lettrici e i lettori della libreria, per un appuntamento di grande approfondimento sul tema. Lunedì 18 novembre, alle ore 18.30, nello spazio live della libreria.


Il lavoro, la precarietà, il rapporto fra le differenti generazioni, la politica, l’autorevolezza, l’efficacia, la rappresentanza, la pratica della relazione, il desiderio di essere nei contesti e di segnarli con la propria presenza: sono solo alcune delle suggestioni emerse nel dialogo tra Luisa Cavaliere e Lia Cigarini. Introduce l’incontro, Katia Ricci.

Luisa Cavaliere scrive nelle pagine introduttive: “Vorrei che questo piccolo testo servisse a mettere in ordine, rendere leggibile, il pensiero che impregna le differenti pratiche del femminismo italiano. Vorrei si mostrassero: il filo che le accomuna; i conflitti che lo attraversano; le parole che scelgono per raccontare l’esperienza, le diverse esperienze; le sue contraddizioni; le sue fragilità.

Senza censurare, anzi rendendo leggibili fin dalla tematizzazione introduttiva e, poi, anche nella stessa filigrana delle domande, le mie inquietudini e le mie incertezze. Quelle inquietudini e quelle incertezze che mi hanno spinto a pensare a questo scritto. Una piccola guida utile a cogliere il senso di quello straordinario protagonista della nostra storia, di ciascuna e di ciascuno, di tutte e di tutti, che è stato ed è il movimento delle donne nel nostro Paese”.

E di Lia Cigarini dice: “La mia interlocutrice ha una biografia che rende particolarmente interessante il suo pensiero. Testimone e protagonista del movimento delle donne dalla fine degli anni sessanta. Fondatrice della Libreria delle donne di Milano e dell’Agorà del lavoro. Avara scrittrice (è degli anni novanta il suo unico libro La politica del desiderio) affida a scarni scritti sulla rivista “Via Dogana” le sue analisi sul presente. Oratrice essenziale mai loquace.

Tratto gentile, traccia di un’origine borghese che ne segna stile e modi. Pensiero rigoroso e, insieme, sapiente alimentato dalla passione per la politica (figlia di un iscritto al Partito comunista italiano fin dal 1921 è stata, poco più che adolescente, segretaria della Federazione giovanile di quel partito a Milano).

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