Alessandro Mari, "Gli alberi hanno il tuo nome"

Dall’Umbria del Duecento alla Milano di oggi
Alessandro Mari, Gli alberi hanno il tuo nome
Mercoledì 20 novembre, ore 19. 

Il giovane autore Feltrinelli alla libreria Ubik
Incontro organizzato in collaborazione con La Merlettaia ed Emmaus
La storia di Francesco d’Assisi e quella di una donna dei nostri giorni 
 














Dopo la Chiara d’Assisi di Dacia Maraini, è la volta di Francesco, forse la personalità cristiana più amata di sempre, protagonista del nuovo romanzo di Alessandro Mari, giovane autore già apprezzato da critica e pubblico per il suo favorevolissimo Troppo umana speranza, pubblicato nel 2011 da Feltrinelli. L’autore trentatreenne, dopo tre anni di studi, racconta la rivoluzione di San Francesco, le circostanze storiche e ambientali a lui coeve, la grande spiritualità e sensibilità. A fare da contraltare alla sua storia però, in un gioco temporale sottile e ben calibrato, c’è quella vissuta da una giovane coppia di oggi, una psicologa e un responsabile di marketing, alle prese anche loro con una scelta importante. 
Mercoledì 20 novembre, alle ore 19, alla libreria Ubik di Foggia, il giovane autore Feltrinelli presenta Gli alberi hanno il tuo nome. Intervengono Antonietta Lelario (La Merlettaia), Fabio Granato (Emmaus) e lo studente Giammarco Di Biase. Introduzione a cura di Michele Trecca, direttore artistico della Ubik.
 

Gli alberi hanno il tuo nome (Feltrinelli, settembre 2013; collana: I Narratori; 352 pagine; 17,00 euro). Il romanzo procede con due storie parallele. Una è la vita di Francesco d’Assisi, dalla conversione alla morte. L’altra è quella di Rachele e Ilario. Rachele è una psicologa che lavora in un centro per anziani. Ilario ha un’agenzia di marketing al servizio del fundraising delle associazioni no profit. Insomma, “vende la povertà”. Rachele ascolta le storie di chi ha molto vissuto, prende nota di ogni dettaglio, si lascia toccare dal senso della fine, dalla prossimità al nulla. Quando Ilario compra una casa con dei soldi sporchi e viene inquisito, Rachele prova un ingovernabile senso di vergogna, e, scopertasi incinta, decide di andarsene senza lasciare traccia. Francesco, detto anche Ceccu, è un giovane sensuale e sensibile: sulle tracce di un nuovo amore si imbatte in una donna gobba che, complice la notte e l’alcol, sembra chiedergli molto di più di una mera carità in danaro. Da lì in poi il Francesco di Alessandro Mari si volge alla vera carità con la stessa baldanza scomposta di una giovinezza consumata nel totale dono di sé. È come se Rachele e Francesco, o meglio i loro percorsi, volessero incrociarsi. I luoghi che furono di Ceccu diventano quelli di una donna che rifiuta il compromesso, diventano lo scenario di un amore in cui entrambi, sia pur a quasi un millennio di distanza, vogliono specchiarsi.

Alessandro Mari. Busto Arsizio, 1980. Si è laureato con una tesi su Thomas Pynchon. Con Troppo umana speranza (Feltrinelli, 2011; premio Viareggio-Rèpaci 2011) si è imposto all’attenzione del pubblico e della critica. Con Feltrinelli ha pubblicato, nella collana digitale Zoom, il romanzo a puntate Banduna; per Feltrinelli “Kids” ha tradotto la Regina delle ombre (2008) di Marcus Sedgwick e Ninevah e i sette (2010) di Caro King.

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