Christian Raimo con "Il peso della grazia"

Ultimo appuntamento di “Fine Piacere Mai”: le storie continuano a teatro
L’amore secondo Christian Raimo
A teatro, Il peso della grazia (Einaudi).
Sabato 5 gennaio 2013, ore 20. 

Piccolo Teatro Impertinente di via Castiglione 49, Foggia.
Book trailer live e incontro con l’autore. 

A cura di Ubik e Piccola Compagnia Impertinente.
 

 

“Risalire fino in superficie e respirare“. È quello che tenta di fare con la propria vita Giuseppe, il protagonista de Il peso della grazia: una storia d’amore che della contemporaneità ha tutto, dall’esasperazione all’inadeguatezza, sino a sfiorare parole come “luce”, “dolore” e “morte” – le tre parole che aprono l’incipit fulminante di questo romanzo. 
Sabato 5 gennaio 2013, alle ore 20.00, la rassegna Fine Piacere Mai si chiude in bellezza, con uno degli autori rivelazione del 2012: Christian Raimo. Con due raccolte di racconti, un romanzo collettivo e una presenza costante nel dibattito culturale nazionale, l’autore romano sembra essere giunto alla svolta della sua carriera. Dopo Sandro Bonvissuto e Paolo Cognetti, dal Piccolo Teatro Impertinente di via Castiglione 49, a Foggia, va in scena: Il peso della grazia (Einaudi). Book trailer dal vivo a cura della Piccola Compagnia Impertinente, che ha organizzato con la libreria Ubik l’intera rassegna. A seguire, conversazione con l’autore (ingresso libero).

Il peso della grazia (Einaudi, 2012; collana: supercoralli; pagine 464, 21,00 €). Giuseppe è un giovane ricercatore di fisica, lavora da anni a uno studio sulle fiamme che minaccia di rivelarsi un fallimento. Nel frattempo ha perso il contatto con la realtà. Ha diradato i rapporti con gli amici e con la famiglia, ormai dispersa in quattro città diverse. L’unica compagnia che frequenta è un barbone polacco che lo chiama per qualunque emergenza, vera o presunta. E anche la recente conversione al cattolicesimo somiglia sempre più pericolosamente a una bizzarra ossessione. Sarà per questo che quando una sera d’estate incontra Fiora, Giuseppe si accorge di aver trovato una kryptonite che riesce a disinnescare la sua capacità di distrazione. Eppure niente sembra più difficile che decidere di affidarsi a un’altra persona. Smettere di difendersi è un gesto estremo, una pratica desueta e misteriosa. «Ma come si fa a sapere che non si va da nessuna parte se non si percorre una via fino in fondo?». Christian Raimo ha scritto un romanzo unico: vivo, esasperante e inaspettato come gran parte delle nostre giornate. Capace di raccontare, per una volta, quella cosa sfuggente e nevrastenica che chiamiamo contemporaneità (IV di cop.).

Christian Raimo. Romano, del ‘75. Ha pubblicato per minimum fax due raccolte di racconti: Latte (2001) e Dov’eri tu quando le stelle del mattino gioivano in coro? (2004). Insieme a Francesco Pacifico, Nicola Lagioia e Francesco Longo – sotto lo pseudonimo collettivo di Babette Factory – ha pubblicato il romanzo 2005 dopo Cristo (Einaudi Stile Libero, 2005). È un redattore di «minima et moralia».

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