Vladimir Luxuria

Venerdì 15 luglio, ore 20.30.
Un’organizzazione a cura di: Libreria Ubik, SpazioBaol.com e Liberamente.
Cortile del Chiostro di Santa Chiara, via Arpi. Foggia.
Vladimir Luxuria presenta il suo romanzo Eldorado
La famosa artista foggiana fa ritorno nella città che le ha dato i natali.
L’evento speciale, è inserito nel programma “Foggia Estate 2011”.

Vlady è una star. Almeno, l’impressione che fa, nella sua città, è questa. Quando arriva infatti, una torma di parenti, amici, appassionati e fan la accoglie come meglio non si potrebbe, attorniandola e addirittura tagliando fuori la stampa, chiamata a raccontare il passaggio della figliuola nemmeno poi tanto prodiga dalla sue parti, nella sua Foggia – bonariamente parlando, s’intende. Luxuria torna nella città che le ha dato i natali e lo fa da scrittrice, con la S maiuscola, autrice di un romanzo che si intitola Eldorado e che, guarda un po’, racconta la storia di Raffaele, anziano omosessuale foggiano emigrato lontano per fare fortuna. Per diventare artista, ovviamente. L’evento speciale si svolge nel cortile del Chiostro di Santa Chiara, e rientra nel cartellone di Foggia Estate – a tentare, forse isolatamente, l’ardua impresa di arricchirlo un poco – ma è frutto dell’organizzazione congiunta della Libreria Ubik e del team di lavoro di SpazioBaol.com e Liberamente. Vladimir Luxuria è la star della situazione, la gente non riesce a sedersi, tanto è pieno il cortile, e le copie del suo libro vanno già a ruba. Dopo l’ormai consueto sfoggio di ironia e autoironia, con qualche battuta in dialetto, la protagonista della serata si fa seria e, al cospetto di Michele Trecca e di Sergio Colavita, dopo un breve saluto del sindaco Gianni Mongelli, indossa finalmente i panni della scrittrice. E le stanno ottimamente, non c’è che dire.

“Raffaele Palumbo, per gli amici Raffa, sarei potuto nascere a Hollywood, ma sono nato a Foggia”. La frase più simpatica del romanzo Vladimir la legge ad alta voce, introducendo una storia che, con le dovute proporzioni e i distacchi temporali del caso, richiama e molto la sua, di storia. È, a conti fatti, un piccolo self-portrait della scrittrice, quella frase. A conferma del fatto che la penna autrice di questo romanzo ricamato per Bompiani, dopo altri due scritti di natura ben diversa (Chi ha paura della mucca assassina, 2007; Favole non dette, 2009), sia realmente la sua. Altro che ghost-writer. La voce narrante e quella del protagonista della vicenda, sono l’una la versione seria e intelligente di Luxuria, quella apprezzata durante le sue battaglie civili e sociali, l’altra quella sbarazzina, autoironica, mordace e amabile della Vlady televisiva, che con il suo modo di essere ha liberato da molte stolide fissazioni gran parte del pubblico italiano. L’Eldorado, nelle pagine di Luxuria, è un locale leggendario della Berlino anni ’30, sede eletta per i trasgressivi dell’epoca, dove si esibiscono Franz, Karl e Raffaele: le tre “sorelle” del famoso trio en travesti Die Schwestern. La vicenda arriva fin lì, partendo da una Milano anni ’80 benestante e, almeno apparentemente, molto moderna. Ma passa anche e soprattutto per Foggia, luogo di nascita del protagonista. Odiato, amato, evocato, rigettato, dimenticato e po riscoperto. Proprio come la storia di quell’altra protagonista accolta come una vera diva.

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