Omar Di Monopoli e il suo western alla pugliese

Mercoledì 22 settembre, 2010.
Sala eventi della Libreria Ubik di Foggia.
Presentazione del libro  La legge di Fonzi, di Omar Di Monopoli.
Il direttore artistico della libreria Michele Trecca conversa con l’autore.
Ospiti, Mimmo Di Gioia e Piero Ferrante, dell’associazione Libera – nomi e numeri contro le mafie
Ubik live, 10 e lode. Edizione 2010.
Volume VI.

 “Quando si legge un romanzo di Omar Di Monopoli si ha una duplice impressione: da un lato c’è una bellezza che colpisce, con tutta la sua forza anche materiale e la vistosità dei suoi colori, e dall’altro si sente la presenza di questo sangue, che ‘ingrassa’ la terra e che fa tornare in mente la canzone di Caparezza”. Lo spunto , nelle parole di Michele Trecca, lo dà il celebre Vieni a ballare in Puglia, del cantautore molfettese. L’approdo però, è tutto nell’ultimo atto della trilogia western in salsa pugliese inventata dallo scrittore Omar Di Monopoli, autore del suo ultimo romanzo dal titolo La legge di Fonzi (Isbn) e ospite, mercoledì 22 settembre 2010, della Libreria Ubik di Foggia. A commentare il libro, anche Mimmo Di Gioia e Piero Ferrante, entrambi dell’associazione Libera – nomi e numeri contro le mafie.  
“Nonostante questa trilogia appartenga ad una letteratura di genere, credo di aver fatto comunque una rappresentazione documentale della Puglia, anche con i miei personaggi talvolta grotteschi, romanzati, calati in situazioni ben marcate e definite”. A parlare è Omar Di Monopoli, il quale racconta tutta l’esperienza letteraria ed editoriale legata ai suoi tre romanzi: dal primo Uomini e cani, ambientato nel Salento, al secondo Ferro e fuoco, localizzato sul Gargano, fino a quest’ultimo lavoro, calato nel difficile contesto brindisino. “A darmi questa conferma – continua l’autore – è stato proprio il pubblico pugliese durante le molte presentazioni fatte, soprattutto quando mi ha contestato, quando ha cercato di controbattere quanto narrato nei miei romanzi”. A stupire infatti, è che una trilogia western, zeppa di “sangue e pistolettate” – come dice lo stesso Di Monopoli – susciti un certo malcontento tra i cittadini pugliesi, quasi si citassero alla lettera i paesi protagonisti delle vicende. “Ho raccontato la zona d’ombra che non si legge nelle brochure del Salento – spiega l’autore – ed è molto interessante che un prodotto di evasione come questo, con nomi di paesi apparentemente fittizi, venga interpretato anche in un modo diverso, che possiamo definire sociale”. La duplice lettura, per così dire, è inoltre un’ulteriore conferma del talento narrativo di questo giovane scrittore nativo di Manduria, il quale al suo “terzo giro” sembra aver colto definitivamente nel segno.

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